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Festa patronale di Maria Ss. di Costantinopoli – Acquaviva delle fonti

Sin dal secolo XII, in Acquaviva, è presente il culto a un’antica immagine bizantina della Vergine col titolo di Madonna di Costantinopoli. Con tale immagine, tuttavia, si intende venerare la Santa Vergine come “madre di Dio” e Guida della Vita (Theotokos-Odeghètria). Per comprendere nella sua pienezza quest’apparizione mariana è necessario partire da lontano e precisamente dalla città di Costantinopoli, capitale dell’Impero romano d’Oriente, voluta da Costantino il Grande. La città ebbe fin dai primi tempi per la Madre di Dio, la Vergine Theotokos, un culto tutto particolare, a incrementare il quale non sarebbe stata estranea la madre dello stesso Costantino, l’imperatrice Elena. Nel V secolo, Teodosio II (408 – 450) eresse a Costantinopoli tre basiliche mariane in luoghi detti Blacherne, Chalcopratia (mercato del bronzo) ed Odeghi (guide). L’immagine venerata agli Odeghi rappresentava la Vergine con Bambino in braccio.

La denominazione Odigitria, da odos, “via”, significa “Colei che indica la via” e per alcuni il nome deriverebbe dal fatto che i condottieri (odigoi) si recavano in questo monastero a pregare; per altri dal nome della via della città imperiale in cui vi era la Chiesa detta “delle guide”, che conservava un’immagine simile, venerata come opera dell’evangelista Luca.

Successivamente acquistò un significato personale a causa della posizione del braccio di Maria che indica il Figlio come “via, verità e vita”.

Questa celebre immagine fu considerata la protettrice della città e di tutto l’impero d’Oriente. Furono gli imperatori stessi a portarla alla testa dei loro cortei trionfali, come indicatrice e guida della via, avvalorando in questo modo il titolo di “Odigitria”. A incrementare il culto a Costantinopoli contribuì l’imperatrice Pulcheria che volle stabilire una devozione particolare verso la Madre di Dio nei martedi; questo perché la definizione dommatica della Divina Maternità pare sia avvenuta di martedi e inoltre perché di martedi, in quello successivo alla Pentecoste, per intercessione della Madonna, il popolo di Costantinopoli avrebbe avuto una vittoria sui persiani che avevano posto l’assedio alla città. Nel 1656, la Città di Acquaviva delle Fonti, per essere stata preservata dalla strage della terribile pestilenza che travagliava il Regno delle due Sicilie, si obbligò con un solenne atto, discusso e approvato nel parlamento locale “di astenersi dall’uso delle carni e dè latticinj nel giorno della Festività di Costantinopoli e alla annuale corrispondenza (di) ducati trenta in perpetuo”. Lo stesso voto, con altro solenne atto, fu riconfermato nel 1961 per essere stata preservata, la Città, da un’altra pestilenza che mieteva vite umane nei paesi limitrofi. (fonte: www.comitatofeste.it)

Per maggiori informazioni sui calendari della festività, rivolgersi ai servizi di Pro loco e organizzazione festa di Acquaviva delle fonti

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