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Scapece gallipolina

La scapece gallipolina, che è una delle versioni dello scapece, un piatto tipico della cucina della città di Gallipoli – LE – (Puglia).

Questo piatto ebbe la sua origine nel periodo in cui Gallipoli, città marinara, era costretta a subire gli assedi da parte dei numerosi nemici. Per scongiurare la fame i cittadini inventarono questo modo originale di conservare il pesce, prodotto che riuscivano ad ottenere in abbondanza grazie al mare.

Il pesce veniva fritto e fatto marinare tra strati di mollica di pane imbevuta con aceto e zafferano all’interno di tinozze chiamate “calette”. Oggi la scapece viene servita come specialità gastronomica nei ristoranti ed è un prodotto tipico delle feste patronali nel Salento.

  • INGREDIENTI
  • Pesce di varie qualità e ridotte dimensioni.
  • olio per friggere
  • farina
  • aceto
  • zafferano
  • mollica di paneù

Nella scapece gallipolina il pesce non viene deliscato prima di essere fritto. La lisca del pesce viene ammorbidita e resa commestibile con la marinatura in aceto. I pesci fritti vengono disposti, a partire dal fondo della tinozza, a strati alternati con la mollica di pane imbevuta con l’aceto in cui è stato sciolto lo zafferano. Una volta che la tinozza è stata riempita fino all’orlo viene sigillata con un foglio di plastica e messa a riposare in una cella frigorifera.

Di Carmen García Lafuente - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4626515
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