• Ultime inserzioni

    Ultimi 10 inserzioni nel sito

I 5 segni del tradimento

È possibile scoprire un tradimento?

A volte non lo si scoprirà mai, altre volte viene scoperto casualmente, altre volte ancora occorre rivolgersi ad investigatori privati (che offrono servizi professionali per reperire prove legalmente valide).

Esistono però segni comportamentali che possono allertare il partner “tradito”, i segnali del tradimento in pratica, come di seguito indicati:

  1. Strani ritardi: Certo il vostro partner potrebbe avere un’occupazione particolare che lo renda estremamente vago sugli orari lavorativi. In assenza di giustificazioni reali, però, i ritardi del partner possono essere uno dei primissimi segnali del tradimento in atto.

  2. Sempre fuori casa: Acquisti improvvisi, chiamate di lavo, incontri con questo o quell’amico/a con cui non ci si vedeva da una vita e chi più ne ha più ne metta. Se ogni motivo sembra valido per sgattaiolare fuori casa, allora sarà meglio prestare attenzione.

  3. Cellulare segretato: Il cellulare rovina ed ha rovinato tante coppie. Se il tuo partner comincia ad avere un rapporto ossessivo con il suo cellulare (eccetto l’utilizzo lavorativo), se ti impedisce di toccarlo o persino di guardarlo, allora è giunto il momento di allarmarsi.

  4. Hobby improvvisi: Se improvvisamente il tuo partner comincia a frequentare una palestra, un’associazione, un fisioterapista, senza aver mai espresso necessità o interesse verso queste realtà, forse il suo vero interesse risiede in qualcuno/a che frequenta proprio quel determinato posto.

  5. Look perfetto: Improvvisamente il partner assume comportamenti compulsivi verso la propria immagine. Ciò potrebbe tradursi in acquisto ed uso di profumi mai desiderati, abbigliamento stranamente ricercato ecc. Certo non è un male curare la propria persona, ma se il cambiamento risulta repentino, e soprattutto se notate anche gli altri punti dell’elenco, allora non vi resta che una via.

RIVOLGETEVI AD UN INVESTIGATORE PRIVATO.

Le agenzie come la IURIS INVESTIGAZIONI, con sede a Trani, in Puglia, offrono appositi servizi, discreti e professionali.

Provare il tradimento è il primo passo per poter procedere correttamente e, se nel caso, avviare un processo dagli esiti favorevoli.

Il problema degli abusi sui disabili

Le violenze su persone con disabilità, purtroppo, sono un fenomeno spregevole in costante aumento, e le vittime maggiormente colpite sono le donne, da 3 a 5 volte più esposte al rischio degli uomini.

La cronaca ci inorridisce con storie disumane che aggiungono dolore al dolore causato dalla stessa condizione di disabilità.

Le violenze avrebbero luogo sia in strutture pubbliche che private: scuole, ospedali, strutture sportive e/o associative ecc..

Gli illeciti avverrebbero per motivi di vario genere ma il più delle volte sarebbero riconducibili ad atti di bullismo o stalking, che poi degenererebbero in conseguenti danni fisici e psichici anche gravissimi a danno delle vittime.

Un esempio di cronaca inerente un caso avvenuto in Puglia in quest’ultimo anno, ci giunge da Brindisi.

Da un articolo comparso sul sito “La Repubblica.it” e datato 30 Luglio 2019, apprendiamo che persone sono state arrestate con la grave accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza disabile maggiorenne: un 29enne brindisino e di un 46enne rintracciato in provincia Milano.

La ragazza sarebbe stata convinta ad uscire di casa da uno dei due, che poi l’avrebbe ad appartarsi ed avrebbe, da solo ed in compagnia di un complice, abusato di lei.

Certo questi sono casi estremi e di estrema gravità ma numerosissimi sono i comportamenti illeciti, le violenze e le vessazioni che molti disabili sono costretti a subire silentemente.

Intervenire è possibile, denunciare alle autorità qualsiasi sospetto inerente presunti abusi sui disabili è d’obbligo, ma a volte occorre ottenere prove concrete per poter procedere.

In questi casi potrebbe essere opportuno contattare un investigatore privato, come la IURIS INVESTIGAZIONI, con sede a Trani, che tra i numerosi servizi offre anche prestazioni professionali incentrate sulla problematica oggetto di questo articolo.

Estate 2019, aumentano escort e tradimenti in Puglia

Secondo un articolo pubblicato dalla testata giornalistica “Bariviva.it”, La Puglia sarebbe divenuta, nel 2019, la destinazione preferita delle escort. Tale incremento del “settore del sesso” è certamente dovuto all’estate turistica pugliese, che invita le operatrici del sesso a cercare fortuna nella nostra regione.

A rivelare questa piccante realtà è uno studio firmato del sito escort-advisor.com, specializzato in recensioni delle utenti iscritte alla piattaforma, nonché motore di ricerca per le “prostitute di lusso”, come spesso sono definite le escort.

Le statistiche, relative al periodo giugno-agosto 2018, non lasciano spazio al dubbio, solo a Bari si sarebbe registrato un incremento della richiesta dei particolari servizi del 49%, Lecce invece avrebbe fatto registrare il + 29%.

Questo dato, se pur curioso, potrebbe risultare inutile ai puù, se non per il fatto che all’aumentare della presenza delle operatrici del settore, si ha un incremento dei tradimenti consumati, ergo una coincidenza da non sottovalutare, soprattutto per ciò che dimostrano le statistiche.

Ormai donne e uomini tradiscono in egual misura e mentre le le donne si guardano attorno quando sono insoddisfatte della loro relazione, gli uomini sanno separare il sesso dal rapporto sentimentale rimanendo meno legati sentimentalmente al tradimento.

La maggiore presenza di escort unita al periodo statisticamente più legato al tradimento è un mix che definire pericoloso sarebbe riduttivo.

Le conseguenze del tradimento, che si sia perpetrato con una escort o meno, è causa di rotture di relazioni spesso violente, a volte di matrimoni e di famiglie, con conseguenti cause di divorzio, affido dei minori, spartizioni patrimoniali ecc. ecc. ecc.

L’onere della prova, il più delle volte, spetta proprio al tradito, e qui potrebbe essere necessario l’intervento di un professionista del settore, un investigatore privato, capace di ottenere la prova necessaria senza incorrere nella violazione delle leggi.

A tal proposito consigliamo la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, che offre servizi professionali ed adatti a tal fine.

Di una cosa siamo certi, l’incremento del numero delle escort in puglia, e dei tradimenti, è un dato di fatto, così come certe sono le sofferenze, soprattutto psicofisiche, impartite al partner tradito, ragion per cui la maggiore attività del settore non potrebbe, o dovrebbe, essere considerata positivamente.

 

Si può spiare un dipendente a lavoro?

Se sei titolare d’impresa, indipendentemente dal settore in cui operi, ed hai dei dipendenti, ti sarà capitato di avere dei dubbi sull’onestà degli stessi.

Se non ti è mai successo sei un datore di lavoro fortunato, ma a moltissimi altri titolari è accaduto.

Tra le paure maggiori vi è sanza ombra di dubbio quella di essere derubati, non solo di denaro (in caso di dipendenti autorizzati alla gestione del contante) ma anche di materie prime, soprattutto beni di consumo: Bevande costose, Salumi e formaggi, Profumi e cosmetico ecc..

Spesso, per poter dissipare ogni dubbio, al datore di lavoro viene l’idea di “spiare” il dipendente sul posto di lavoro, installando telecamere a sua insaputa, ma è una mossa legittima?

I datori di lavoro non possono riprendere arbitrariamente i dipendenti all’opera. Altrimenti rischiano una condanna penale. Ciò vale anche quando la realizzazione dei video è giustificata da esigenze di sicurezza e tutela del patrimonio aziendale e pure se i lavoratori sono d’accordo e hanno fornito il loro assenso scritto.

Gli articoli 4 e 38 dello Statuto dei Lavoratori (L.300 del 1970) in materia di tutela penale del divieto di operare controlli a distanza con impianti, strumenti e apparecchiature non preventivamente autorizzate, si riferiscono proprio a tale eventualità. In più il divieto è stato confermato dall’art. 23, c 2 D. lgs n. 151 del 2015, è la sentenza della terza sezione penale della Cassazione 38882/18, pubblicata il 24 agosto, emessa dal Tribunale di Chieti nei confronti del titolare di un bar che controllava i dipendenti tramite una videosorveglianza.

Quindi cosa è possibile fare per placare ogni dubbio e dissipare ogni sospetto?

Rivolgersi ad un agenzia di investigazione privata.

La IURIS NVESTIGAZIONI, con sede a Trani, in puglia, è una di quelle che offre numerosi servizi rivolte proprio alle imprese, sul loro portale potrete leggerli tutti nel dettaglio.

L’investigatore privato saprà certamente come operare nel rispetto della legge per fornire le prove necessarie a smascherare l’eventuale “truffatore”.

Sempre più aziende si rivolgono con frequenza regolare ad un investigatore privato, probabilmente il modo più sicuro per tutelare gli interessi aziendali e,indirettamente, quelli di ogni lavoratore onesto, che fortunatamente rappresentano la maggioranza.

L’investigatore privato in un processo penale

Molti sono coloro che si chiedono quale sia l’ambito d’azione di un investigatore privato nel mentre di un processo penale.

Per rispondere a tale quesito occorre innanzitutto specificare che l’attività investigativa nel processo penale è regolamentata dall’art. 391-bis del Codice di Procedura Penale, che al comma 1 recita quanto segue:

  1. Salve le incompatibilità previste dall’articolo 197, comma 1, lettere c) e d), per acquisire notizie il difensore, il sostituto, gli investigatori privati autorizzati o i consulenti tecnici possono conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell’attività investigativa. In questo caso, l’acquisizione delle notizie avviene attraverso un colloquio non documentato.

L’acquisizione delle informazioni può avvenire attraverso un colloquio non documentato, come cita il comma sopra riportato, o attraverso una vera e propria dichiarazione sottoscritta da chi ha fornito le notizie utili.

Durante la fase investigativa, l’investigatore privato, è obbligato ad avvertire la persona interessata circa il suo scopo; deve cioè informare l’individuo se la sua intenzione si limita ad un semplice conferimento o se intende assumere informazioni, in quest’ultimo caso deve anche specificare modalità e la forma di documentazione che intende produrre.

Deve avvisare “l’informatore” se egli stesso è sottoposto a indagini o se è imputato nello stesso procedimento giudiziario o in uno connesso.

Deve altresì informare l’interlocutore della sua facoltà di non rispondere e del divieto di rivelare le domande formulate dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero, ed ovviamente le risposte da lui fornite a quest’ultimi.

L’investigatore ha anche l’obbligo di informare sulle responsabilità penali conseguenti alla falsa dichiarazione.

Nel corso dell’attività investigativa atta al reperimento delle informazioni, non possono assistere al colloquio:

  • La persona sottoposta alle indagini;
  • La persona offesa;
  • Le altre parti private.

L’investigatore privato è tenuto a sospendere l’acquisizione di informazioni da parte della persona ascoltata, qualora essa fornisca dichiarazioni dalle quali emergano chiari indizi di colpevolezza a suo carico. Tali dichiarazioni, pur se verbalizzate, non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.

Se invece la persona interessata si sia avvalsa della facoltà di non rispondere, il Pubblico Ministero ne dispone l’audizione su richiesta dell’avvocato difensore, esame che deve essere fissato entro sette giorni dalla richiesta.

Il difensore, in alternativa all’audizione, può esigere che si proceda con l’incidente probatorio all’assunzione della testimonianza, o all’esame della persona che si sia avvalsa della facoltà di non rispondere.

Tutte le informazioni ottenute in violazione di una delle disposizioni presenti nell’articolo 391-bis non possono essere utilizzate, anzi, la violazione di tali disposizioni costituisce illecito disciplinare.

Ergo l’investigatore privato ha piena facoltà di operare nell’ambito dei processi penali, come spero di aver dimostrato, e non solo, il suo operato è ben disciplinato dalla legge che ne determina obblighi, poteri e divieti.

Molte agenzie investigative offrono servizi specifici nell’ambito delle indagini penali, una di queste è la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia, potreste rivolgervi direttamente a loro per chiedere maggiori e più dettagliate informazioni.

L’INDICE DEI LIBRI PROIBITI: IL SAPERE OCCULTATO ED I ROGHI DI PUGLIA

L’INDICE DEI LIBRI PROIBITI: IL SAPERE OCCULTATO ED I ROGHI DI PUGLIA

In un contesto che vede il superamento dell’ antica tradizione di diffusione dei saperi proveniente dagli scriptoria dei monasteri benedettini, centri di cultura e di propaganda della conoscenza, il Santo Uffizio si propose di plasmare i fedeli, esercitando un controllo sulla divulgazione di essa.

A questo scopo, nel 1559 ad opera di papa Paolo IV, fu istituito l’Index librorum prohibitorum il quale si poneva come fine principale quello di proteggere la Chiesa dalle eresie che sul finire del Medioevo, all’alba dell’età moderna, comportavano una reale minaccia per il potere spirituale.

Non molti anni prima, nel 1487, in un Paese che risentiva ancora del culto della religio antica di stirpe germanica, i frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer –  a seguito della bolla pontificia “Summis desiderantes affectibus” e sull’esempio dell’ inquisitore generale di Aragona, Nicolas Eymerich – pubblicarono il Malleus Maleficarum (conosciuto anche come “Martello delle Streghe”) allo scopo di reprimere il paganesimo, la stregoneria e, più in generale, i movimenti ritenuti “eretici”;

questo manuale-guida per inquisitori non fu mai adottato ufficialmente dall’istituzione ecclesiastica ma neppure inserito nell’Indice dei Libri Proibiti.

Con il precoce diffondersi dei saperi e delle conoscenze – grazie al supporto della stampa apportata nell’esperienza europea dal tipografo Johannes Gutenberg – si fece strada il timore che teorie “nuove” e razionali inibissero e screditassero le concezioni dogmatiche imposte nei secoli della cosiddetta “età di mezzo” dalla Chiesa romana.

L’autorità del potere temporale sulla cultura si andò rafforzando sempre più e la sua attuazione trovò sostegno nella bolla pontificia “Inter Sollicitudines” emanata il 4 maggio 1515 a seguito del V Concilio Lateranense che prevedeva l’esercizio dell’ Imprimatur la quale constava nella facoltà dell’ente ecclesiastico di concedere il nulla osta alla stampa all’autore o all’editore, su richiesta di quest’ultimo.

Sebbene la bolla Licet ab Initio (1542) non conferisse alla Congregazione di competenza il potere di censura, questa si arrogò il controllo della stampa attuando perquisizioni nelle biblioteche dei conventi, dei monasteri e delle abitazioni private, sottoponendo a requisizione i libri ritenuti “immorali”.

Tra i libri censurati dall’autorità ecclesiastica non mancarono diverse edizioni della Bibbia, con particolar riguardo a quelle scritte in volgare, nonché opere note tra le quali si annoverano il De Monarchia di Dante Alighieri, il Decameron di Giovanni Boccaccio, molteplici opere di Niccolò Macchiavelli ed altri testi filosofici, scientifici o, più in generale, contenenti nozioni di magia cerimoniale, alchimia ed esoterismo;

la censura fu dunque attuata per quelle produzioni scritte che si rivelavano essere in disarmonia con i principi accettati e divulgati quasi coercitivamente dal Sant’ Uffizio.

Secondo alcuni studi storiografici, particolarmente consistente fu il patrimonio librario bruciato per volere delle congregazioni delle circoscrizioni territoriali della Penisola e dell’ Inquisizione; questo fenomeno non lasciò esclusa nessuna area geografica:

tra il 1556-67 il vescovo di Giovinazzo, Giovanni V (Briziano della Ribera) a proposito dell’istruzione decretò che il docente di grammatica “svolgesse le sue lezioni astenendosi, come stabilito dal concilio di Trento, dall’uso di libri proibiti o sospesi o da altri libri lascivi che potessero corrompere la morale dei giovani”.

Decreti e bolle di analogo contenuto son state emanate ad Otranto ove, nel 1630, l’arcivescovo affermò le sue intenzioni di sanzionare tutti coloro che, rivestendo cariche ufficiali quali giudice e doganiere, avrebbero permesso lo sbarco di manoscritti o libri rilegati ritenuti “proibiti”.

Non differente risultò essere la corrente di pensiero del vescovo di Lecce, Luigi Pappacoda il quale – imponendosi nel panorama culturale locale –  nel 1660 dispose la prigionia per coloro i quali avessero mostrato interesse per i libri di medicina, astronomia, astrologia, agricoltura e arte della navigazione; fu altresì vietato ai tipografi di inserire immagini che potessero essere ritenute contrarie all’ordine pubblico ed al buon costume del tempo.

Tra i testi censurati e messi al rogo non fu risparmiata l’opera Lemegeton Clavicula Salomonis, grimorio diviso in cinque parti e rinominato “Piccola Chiave di Salomone, che costò una scomunica allo studente di medicina originario di Ruvo, Giovanni Andrea Rosello, trovato in possesso del libro.

“Osare alla conoscenza” – in un’epoca in cui il Sant’Uffizio deteneva il controllo culturale – significava dunque incorrere nel pericolo di sanzioni erogate dal tribunale civile ed ecclesiastico che talvolta potevano compromettere quei diritti dell’uomo che oggi definiremmo “irrinunziabili”.

Antonia Depalma.

L’arte Amanuense nel Medioevo pugliese

L’ ARTE AMANUENSE NEL MEDIOEVO PUGLIESE
Prestigiose testimonianze capaci di narrare peculiarità della storia della nostra area geografica sotto il profilo storico e culturale son conservate presso il Museo Diocesano di Bari, il quale ha il privilegio di custodire tre delle 31 pregiate pergamene liturgiche miniate nei secoli della cosiddetta “età di mezzo”.
L’ Exultet, il cui nome richiama quello della formula del rito romano “Benedictio Cerei”, era diffuso nell’Italia meridionale e fu il prodotto delle opere sapienti dei monaci amanuensi che risiedevano nell’area d’interesse durante i secoli intercorrenti tra il X ed il XIV.
In un’epoca durante la quale la stampa non aveva ancora visto la luce, i luoghi adibiti alla diffusione della cultura e alla trasmissione dei saperi erano gli scriptoria, collegati ai grandi all’interno dei quali i c.d. “servus a manu” provvedevano a ricopiare, mediante la bella grafia, i testi dell’antica tradizione classica; soltanto dal V secolo questi iniziarono a comparire all’interno dei grandi monasteri apportando, di pari passo, una evoluzione della tipologia di scriptūra: comparvero la Onciale, la Semi-Onciale e la Minuscola Corsiva seguite, nell’ XI secolo, dall’arte calligrafica Carolina.
Nel 1200 con la comparsa degli scriptoria legati alle Università si assistette ad un mutamento nella costruzione dei codex, delle miniature – le quali divenirono più laiche – e della scrittura: appare la Gotica.
La tipologia di Gotica che interessò la nostra area geografica è rinvenibile nel trattato di Federico II di Svevia, “De arte venandi cum avibus” relativo all’attività venatoria.
Il codice – redatto nel 1260ca. e conservato presso la Biblioteca Vaticana – è formato da 111 fogli di pergamena delle misure di 24×36 cm, appare come un chiaro esempio della scrittura adoperata alla corte dell’ Imperatore del Sacro Romano Impero.
In periodi antecedenti alla nascita dell’arte calligrafica gotica veniva  doperata la scrittura Beneventana – scrittura nazionale della Longobardia Minor – originaria del ducato di Benevento e denominata come tale dal paleografo Avery Lowe; utilizzata nell’area dalmata tra l’VIII ed il XVI secolo, il centro più importante di diffusione di questa scrittura fu l’abbazia benedettina di Montecassino, fondata nel 529 da Benedetto da Norcia.
Dall’ influsso della scrittura del monastero benedettino – ricca di  Abbreviazioni e contrazioni – e da quello della minuscola greca nacquero le tipizzazioni della c.d. “Bari Type” – la quale presenta un tratteggio sottile favorito dall’utilizzo di pennini a punta rigida – e della scrittura “Cassinese”.
Ritenuti i copisti per eccellenza, agli amanuensi benedettini si deve la trasmissione di documenti, cifrari, volumen e codex antichissimi: questi – esperti di retorica, grammatica, aritmetica, geometria, arti liberali, musica ed astronomia – son stati i preziosi custodi delle conoscenze più remote.

All’interno del monastero, inoltre, ci si occupava della colorazione  dell’inchiostro, la quale era dovuta al suo principale componente, il gallato di ferro ottenuto dalla reazione del tannino con un sale ferroso;
lo stesso monaco Teofilo del XII secolo nel trattato “De diversis artibus” riferisce di un inchiostro a base di ferro prescrivendo per la sua preparazione un estratto polverizzato dalla corteccia di alcune piante, mescolato con un composto di zolfo o ferro o di una miscela di ferro e tannino.
Alternativa delle noci di galla, secondo i ricercatori, era la Punica Granatum o la melagrana, frutto la cui buccia risulta essere piena di escrescenze; Teofilo, nei suoi trattati, tuttavia, menziona anche l’estratto del cespuglio di biancospino il quale veniva fatto macerare nel vino.
Il primo ricettario sull’inchiostro ferrogallico e sul suo utilizzo è contenuto nei papiri di Leida e Stoccolma, i quali, assieme al manuale De Arti Illuminandi del XIV secolo, trasmettono le conoscenze più antiche relative alla creazione dei pigmenti.
L’archeologia dimostra che si iniziò a scrivere incidendo tavolette di argilla, tavolette cerate, pietre e cortecce d’albero e solo successivamente, grazie alla nascita del papiro, della pergamena – il cui nome deriva dalla città di Pergamo, in Asia Minore, ove fece la sua prima comparsa – e della carta si iniziò ad adoperare un deposito di materiali di contrasto mediante
pennelli, pennini d’oca, pennini palustri e calamai.
Le documentazioni più importanti relative all’ enckauston son contenute nel Filone di Bisanzio (inchiostro c.d. “simpatico”), nei trattati di Caio Plinio (inchiostro ferrogallico) e negli scritti di Publio Ovidio Nasone (trattamento scrittorio con il latte).
Un’eredità di inestimabile che secondo alcuni studiosi ci è stata lasciata dal monastero di San
Benedetto, sito a Bari e fondato nel 978 dall’Abate Girolamo.
I rotoli di Exultet esposti nelle teche del museo sono la concreta  estimonianza di un’evoluzione della notazione adiastematica la quale era dotata di guidone, atto a dare l’intonazione al canto gregoriano.
La presenza di tali opere non esclude che durante l’epoca medievale, nella città di cui San Nicola, vescovo di Myra, è patrono vi sia stata una schola cantorum d’influenza greca e bizantina.

AUTRICE: Antonia Depalma

 

SPONSOR LINK: www.mcommunication-contino.it

Assenteismo, una piaga anche pugliese

I tempi cambiano, l’economia muta i suoi parametri di riferimento ed il lavoro si evolvono così come i rapporti tra datore di lavoro e dipendenti. L’unica cosa che sembrerebbe non mutare è il fastidioso problema dell’assenteismo sul lavoro, ovviamente non mi riferisco ad assenza per giustificata causa ma ad episodi aventi come oggetto veri e propri comportamenti illeciti, dei quali le aziende non possono che essere vittime al pari dei loro clienti, siano essi acquirenti di beni o fruitori di servizi.

La Puglia non è certo esente da tale piaga, solo negli ultimi mesi (Aprile/Maggio 2019) le cronache hanno rivelato sgradevoli episodi che hanno riguardato le città di Foggia e Taranto.

Presso Taranto è stata la nobile Marina militare a dover fronteggiare il fenomeno dell’assenteismo, come ci riportano numerosi articoli giornalistici che ci informano della conclusione delle indagini preliminari, che sembrerebbero volte a confermare il reato di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, commesso da 23 dipendenti civili del Ministero della Difesa.

Secondo l’accusa, gli indagati si sarebbero più volte allontanati dalle loro mansioni, assentandosi dunque, per motivi personali quali: fare la spesa o sbrigare altre faccende non inerenti alla sfera lavorativa. Lo avrebbero fatto senza timbrare il cartellino marcatempo e quindi risultando di fatto regolarmente in servizio. Le contestazioni riguarderebbero fatti avvenuti i primi mesi del 2017, e le accuse cadrebbero su 17 uomini e 6 donne, pedinati e ripresi dalla guardia di finanza, che ha poi proceduto ad avviare l’iter giudiziario.

A Foggia, invece, il fenomeno dell’assenteismo ha colpito la ASL. Precisamente sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Foggia a porre agli arresti domiciliari ben 8 dipendenti pubblici in servizio presso l’ospedale di San Severo. Gli investigatori hanno accertato che questi dipendenti timbravano il loro cartellino ma di fatto erano poi impegnati in attività che con il loro ruolo ed i loro compiti non centravano nulla, assentandosi per i motivi più disparati: Aiutavano le loro mogli con le rispettive attività commerciali, o semplicemente passavano il tempo nei vari Bar cittadini. Uno di loro, pur risultando regolarmente a lavoro, avrebbe passato intere giornate al mare senza neppure preoccuparsi di celare troppo l’illecito, infatti avrebbe postato tranquillamente le foto sul “social network”.

Non solo gli enti pubblici sono costretti a fronteggiare tale fenomeno, anche le aziende private si trovano spesso costrette ad affrontare carenze economiche o di forza lavoro causate da dipendenti che, magari chiedendo permessi in forza della Legge 104 del 1992, ossia per l’assistenza a persone affette da disabilità, sfruttano tali periodi per svolgere altre attività lavorative, o persino per fare vere e proprie vacanze ai danni dei datori di lavoro e contro il rapporto fiduciario che dovrebbe sussistere tra datore e dipendente. La legge, fortunatamente, fornisce diversi mezzi per poter tutelare queste aziende, prima tra tutti la possibilità di poter incaricare un agenzia investigativa che possa fornire prove a sostegno di fondati sospetti.

I controlli eseguiti dalle agenzie investigative sui lavoratori sono ritenuti leciti dalla giurisprudenza anche se occulti o se posti fuori dall’azienda, con il solo limite di non poter invadere la privata dimora dell’interessato ed a patto che tali indagini siano volte ad evitare la commissione di comportamenti illeciti da parte dei dipendenti, che potrebbero anche avere risvolti penali.

A tal fine potreste chiedere maggiori informazioni rivolgendovi all’agenzia investigativa “Iuris Investigazioni”, con sede in Trani (www.iurisinvestigazioni.it), che potrà chiarire eventuali dubbi o anche attivarsi per sopperire alle vostre necessità.