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Ristorante l’Ancora Nuova – Monopoli

RISTORANTE “L’ANCORA NUOVA”

Contrada Capitolo Km 6.150, Monopoli (BA) — Tel.: 080.4116496

Caratteristica ed elegante locanda marinara
dove regna la passione per i sapori del mare e 
per tutte le eccellenze pugliesi.

VI ASPETTIAMO!!!
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Grafica e comunicazione a cura di “MCommunication di Mario Contino”.

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Guest Post, servizio MCommunication

GUEST POST servizio MCommunication

Volete migliorare l’indicizzazione SEO del vostro sito internet?

Sapete cosa è un “Guest Post”?
Si tratta di un articolo, scritto rispettando criteri particolari per ciò che riguarda il numero delle battute e gli stili di formattazione, contenenti un link a “sito rilevante”.
In parola povere sono articoli che contengono un link per il collegamento diretto al vostro portale, pubblicati su altri siti internet che li ospitano.

A cosa servono?
Servono a migliorare l’indicizzazione SEO del vostro sito internet, ossia a farlo salire nella graduatoria dei motori di ricerca, Google in primis”, e quindi a migliorare la vostra visibilità.

Noi offriamo un servizio rivolto sia ai privati che alle agenzie operanti nel settore web marketing.
Possiamo creare ed ospitare “Guest Post” sui nostri portali, per maggiori informazioni contattateci privatamente. 😉

MCommunication di Mario Contino
Cell: 3291948173
www.mcommunication-contino.it

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Marco Cazzella (in arte: Marcu lu scrittore Salentinu)

 Mi chiamo Marco Cazzella (in arte: Marcu, lu scrittore Salentinu).

Sono nato il 29 settembre del 1981. Ho un carattere molto dolce, affettuoso, gentile, educato, ma nel contempo sono anche irascibile, impulsivo, agisco senza mai riflettere prima su ciò che faccio e sulle conseguenze, sono impaziente. Odio qualsiasi forma di attesa, sono molto emotivo e mi emoziono per un non nulla, non conosco il significato della modestia e non mi riferisco a livello etimologico perché quello lo conosco, bensì dal punto pratico. Ho un ego senza confini ma allo stesso tempo sono fragilissimo.

Abito con i miei due fratelli Salvatore e Daniele Cazzella, a Giorgilorio, un paese che si trova  tra i comuni di Lecce e Surbo.

Anche se ho molte lacune nella forma motivo per il quale la considero il mio “Tallone d’Achille” e forse non dovrei farlo amo inventare qualsiasi cosa letteraria e giocare con le parole per cui mi considero uno “Scrittore” dato che considero la scrittura il mio “Primo Amore!”

I motivi perché dico ciò sono:

  • per via della mia menomazione visiva progressiva, causata alla nascita contraendo una febbre altissima, ho dovuto sempre immaginare le cose ho sviluppato un’infinita immaginazione e una capacità innata di creare qualsiasi cosa immaginaria e non potendo aver in testa tutte le mie idee dovevo riversarle da qualche parte ed ho iniziato a scrivere;
  • per l’utopico desiderio di divenire il “faro” di speranza per tutti quei disabili artisti come me che avevano paura di provare a far leggere le loro opere col pensiero: “Se l’ha fatto lui perché non potrei farlo anch’io?”
  • Per riuscire a creare qualcosa con le mie mani per dimostrare a me stesso che anch’io posseggo una capacità dato che con i miei scritti oggetti tangibili nessuno me la poteva negare;
  • e al momento questo è solo un sogno per trovarmi un lavoro che mi distacchi dalla mia “Dipendenza” di quella miseria che mi sancisce lo stato come disabile perché seppure dovessi guadagnare anche soltanto 10,00 euro potrei dire: “Questi soldi li ho guadagnati con le mie fatiche e non me li ha regalati nessuno!”
  • ultimo, ma più importante di tutti per donare al mondo sensazioni ed emozioni!
  • Questo sono io un ragazzo ipovedente come tanti dal cuore caldo come il Sole, impetuoso come il mare e tempestoso come il vento! I tre simboli che caratterizzano la mia amata Lecce.

Il detestabile fenomeno dell’assenteismo sul lavoro

L’assenteismo sul lavoro, ossia la realtà determinata dall’assenza del dipendente e quindi dall’impossibilità di quest’ultimo di svolgere le proprie mansioni, causando un disagio, e spesso un danno, all’azienda o all’ente datore di lavoro, non è sempre oggetto di dibattito sociale. Infatti è lecito che all’interno di un luogo di lavoro, il dipendente possa essere costretto ad assentarsi, anche ripetutamente per numerosi motivi: personali, familiari e sociali, tutti scrupolosamente regolati dalla relativa normativa.

Diventa un problema sociale, e non solo, nel momento in cui si determina la spiacevole situazione nella quale il lavoratore si assenta fornendo giustificazioni non accettabili da parte del datore di lavoro, mettendo in atto un comportamento che, soprattutto nelle grandi aziende o negli enti pubblici, incide negativamente sia sull’economia che sul lavoro degli altri colleghi.

Quando l’assenteismo ingiustificato viene provato dal datore di lavoro, e si determina una situazione di grave mancanza degli obblighi presi dal dipendente rispetto all’azienda o all’ente presso cui opera, può essere una delle motivazioni che determina il licenziamento per giustificata causa e senza preavviso (il cosiddetto licenziamento in tronco). Ciò avviene quando condotta del lavoratore dipendente risulta essere talmente grave da non consentire di proseguire il rapporto di lavoro, essendo venuto a mancare in maniera irrecuperabile il vincolo di fiducia che lo lega al suo datore.

Le regole imposte dal decreto correttivo sui licenziamenti in 30 giorni per i dipendenti pubblici, basate sul Decreto 124/2015 o legge Madia, prevedono la sospensione in 48 ore e il licenziamento in 30 giorni per gli assenteisti colti in flagrante. Le norme prevedono anche imponenti misure atte a contrastare il fenomeno dell’assenteismo in ogni suo sgradevole aspetto.

Ovviamente la legge non tutela solo gli enti pubblici, infatti prevede sanzioni anche per i dipendenti privati, che spesso si assentano con la scusante di essere in stato di malattia, ovviamente inesistente, per svolgere un doppio lavoro, magari in nero, o per prolungare i periodi di festività o le ferie.

In quest’ultimo caso, una volta provato l’assenteismo ingannevole, il dipendente può essere immediatamente licenziato per giusta causa.

Come si prova che il dipendente sta fingendo un’assenza giusta per compiere, invece, un atto illecito?

Spesso l’indagine non è semplice, anche perché lo stesso dipendente deve essere colto in flagranza di reato, come specifica la normativa, ergo sempre più spesso ci si rivolge agli investigatori privati.

Agenzie come la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, offrono servizi specifici che possono essere richiesti dal datore di lavoro al fine di tutelare la propria azienda, sia essa pubblica o privata.

Oltre al vero e proprio assenteismo, l’investigatore è abilitato a svolgere controlli su permessi concessi per la Legge 104/1992 , nonché investigazioni su malattia ed infortuni che si protraggono o si ripetono sistematicamente, portando al sospetto di falsità delle stesse.

Il lavoro dell’investigatore è finalizzato a reperire prove foto e video dei comportamenti scorretti del dipendente , accertando l’orario di entrata/uscita da lavoro o la sua presenza altrove in orario di servizio. La perpetrazione del comportamento, provata grazie all’investigatore, abilita il datore di lavoro a porre in essere il “ licenziamento per giusta causa ”, legalmente riconosciuto.

Il preoccupante fenomeno delle persone scomparse

Da un articolo pubblicato dalla testata giornalistica “Repubblica”, versione on-line, a firma di “Cristina Nadotti”, emerge un dato preoccupante: nel 2018 le persone scomparse sono state quasi 5000 in più rispetto ai rilevamenti precedenti. Si registra anche un aumento del 16% dei ritrovamenti, il che è un dato positivo che lascia ben sperare, ma ancora insufficiente a segnare un risultato favorevole per quanti indagano sui casi di sparizione.

La relazione semestrale dell’ufficio del commissario straordinario del governo per le persone scomparse, definisce il fenomeno “devastante e sconvolgente nonostante aumentino i ritrovamenti e la prevenzione”, ed è subito chiaro che tale dichiarazione cela una preoccupazione reale, quanto reale è il fenomeni cui fa riferimento. Dal 1974 al 2018 i dati in possesso degli enti preposti al controllo indicano che le persone scomparse in Italia (tra cittadini italiani e stranieri) sono state 229.687 di cui ne sono state rintracciate 171.974.

Riguardo il fenomeno migratorio, che ha certamente un incidenza sui dati inerenti le scomparse, il commissario Mario Papa afferma che le fughe dai centri di accoglienza, specialmente di minori stranieri non accompagnati, rappresentano il maggior numero dei casi riscontrati dalle Forze dell’Ordine e che quindi sarebbe opportuno scorporarli dalla somma totale e trattarli come casi a se stanti.

Nel 2018 sono state denunciate 18.468 persone scomparse, delle quali 13.745 non sono state ancora ritrovate. Le regioni con il più alto numero di ricercati sono la Sicilia, il Lazio, la Lombardia, la Campania, la Calabria ed in fine la Puglia con ben 4.080 casi ancora irrisolti.

Sono molti i motivi per i quali una persona possa essere denunciata come scomparsa, dall’allontanamento volontario a casi ben più gravi di delitti celati, Si tratta di un vero e proprio fenomeno sociale le cui conseguenze e cause vanno ricercate a vari livelli nel contesto sociale ove lo stesso fenomeno si esplica. Per tale motivo la prevenzione assume notevole importanza, soprattutto nelle scuole, dove il fenomeno dovrebbe essere discusso e sviscerato. A tal proposito l’Ufficio del commissario straordinario del governo per le persone scomparse ha avviato un progetto con l’Associazione Psicologi per i popoli per informare e

sensibilizzare gli studenti, le loro famiglie e la scuola rispetto al fenomeno delle persone scomparse.

L’articolo originale potete leggerlo al seguente link: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/01/29/news/persone_scomparse_nel_2018_sono_quasi_5mila_in_piu_-217753944/

L’investigatore privato può giocare un ruolo fondamentale nella buona riuscita di indagini inerenti a diversi casi di persone scomparse. Infatti, soprattutto quando trattasi di persone adulte, spesso i casi vengono archiviati dopo le prime ricerche, bollati come casi di allontanamento volontario.

In caso di scomparsa di qualcuno, la prima cosa da fare è certamente contattare le forze dell’ordine, Carabinieri o Polizia: sussiste per loro l’obbligo giuridico di iniziare subito le ricerche. Ci si può poi affidare anche al supporto di un investigatore privato, molte agenzie offrono infatti servizi specifici a tal fine, come ad esempio la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia. Gli investigatori privati possono ampliare il raggio di ricerca, senza fermarsi, finché non viene raggiunto un risultato soddisfacente o finché non sia lo stesso committente a chiederlo.

Ovviamente collegandovi al loro portale potrete scoprire maggiori dettagli in merito a questo importante servizio, che potrebbe metter fine alle pene di migliaia di persone.

Nicola Brienza, imprenditore pugliese “made in cina”

Nicola Brienza, bitontino, è candidato alle europee per il Pd: “giusto guardare a Est ma nell’accordo con Pechino molte promesse e pochi fatti.” Se lo dice lui che in cina ci vive ed ha avviato il suo business ci sarà da credergli!

Devo dire che le storie riguardanti imprenditori pugliesi che hanno avuto successo all’estero sono sempre affascinanti. ho letto questa storia su lagazzettadelmezzogiorno.it e sono rimasto piacevolmente colpito. Ovviamente non posso copiarla sul sito, un po’ perchè non attinente nel concreto alla tematica del nostro portale e perchè violerei il copyright, quindi vi inserirò il link all’articolo ufficiale: LINK…

Se conoscete altre storie simili, sempre di pugliesi di successo, segnalateci l’articolo tramite contatto privato.

Il pericoloso fenomeno del bullismo

Uno dei fenomeni più pericolosi e, purtroppo, diffusi nella società odierna, è il cosiddetto “Bullismo”. Il termine “bullismo” deriva dall’inglese “bullying” ed indica il fenomeno della prepotenza tra coetanei o quasi coetanei in un contesto di gruppo.

Tra gli anni ’60 e ’70, gli studi Peter Paul Heinemann e Dan Olweus rilevarono un’elevata presenza del detestabile fenomeno in molte scuole scandinave, attirando l’attenzione della stampa che contribui a portare alla luce questo aspetto sociale. Olweus fu il primo a formulare una definizione del fenomeno, affermando che:

«Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, ad azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni».

Le definizioni che si sono succedute negli anni hanno aggiunto ulteriori particolari, ad esempio Sullivan (2000) ha parlato di abuso di potere premeditato e diretto verso uno o più soggetti. In generale oggi possiamo affermare che il bullismo fa parte della più ampia classe dei comportamenti aggressivi che l’individuo (bullizzato) può subire nel corso della sua vita e che assumono forme differenti a seconda dell’età della vittima, tali azioni di bullismo devono conservare sempre caratteristiche di intenzionalità (nel compiere l’atto), persistenza e squilibrio di potere tra vittima e bullo/bulli.

Possiamo quindi identificare tre tipologie di comportamento aggressivo:

– Violenza fisica diretta,

– Aggressione verbale,

– Aggressione relazionale (ad esempio la diffamazione dell’individuo o la sua esclusione forzata da un contesto sociale).

L’atteggiamento che la vittima del bullismo assume è differente a seconda dei casi, ma secondo “Fedeli Daniele” – autore di “Bullismo oltre” (2007) – le vittime di genere femminile reagiscono con tristezza e forme depressive di varia entità, mentre i soggetti di genere maschile reagiscono assumendo atteggiamenti rabbiosi. Le differenze di comportamento tra i generi diventano più evidenti in relazione all’età degli attori.

Molteplici sono i modelli teorici che hanno cercato di spiegare l’aggressività e il bullismo. Secondo le teorie più accreditate la personalità del bambino si struttura a partire dalla relazione con i genitori, i quali sono anche responsabili del loro sviluppo morale (valori sociali, educazione ecc), quanto tale rapporto genitore-figlio non funziona a dovere, è possibile che si sviluppino difficoltà nel processo di crescita dell’individuo, che possono anche portare a condotte inappropriate. Occorre anche considerare che gli episodi di bullismo, subiti e perpetrati, nell’infanzia e nell’adolescenza spesso sfociano in gravi disturbi della condotta in tarda adolescenza e nell’età adulta.

Quindi non è solo un problema passeggero e legato all’infanzia o all’adolescenza ma un grave disagio sociale che va scoperto e affrontato il prima possibile.

Oggi il fenomeno si è trasformato contemporaneamente all’evoluzione tecnologica della società occidentale, e sempre più spesso si parla di cyberbullismo. Gli sms, le e-mail, i social network, sono senza dubbio i nuovi mezzi della comunicazione, della relazione, ma soprattutto sono luoghi ritenuti erroneamente protetti dall’anonimato, sono di facile accesso, in poche parole: adatti al fine di bullizzare la vittima con minacce e soprusi di ogni genere.

Ciò purtroppo rende ancora più difficoltoso il controllo da parte dei genitori e più semplice l’azione del bullo.

Come scoprire se un ragazzo o una ragazza è vittima di bullismo o cyberbullismo?

Esistono segnali che i genitori dovrebbero cogliere:

Esistono dei segnali d’allarme da non sottovalutare che talvolta indicano che il ragazzo è vittima di episodi di bullismo:

– stress emotivo e senso di impotenza nell’affrontare la situazione e tentare di mettervi fine;

– maggior rischio di sviluppare disturbi quali ansia o depressione;

– tendenze autolesioniste, o persino suicide;

questi sono solo alcuni dei fattori che dovrebbero far correre i genitori ai ripari, purtroppo il più delle volte le vittime sono restie a confessare la grave situazione che stanno vivendo, per paura di aggravarla o per timore di deludere i propri cari dimostrandosi deboli o non all’altezza.

Fortunatamente l’aiuto dello psicologo può portare allo scoperto tali problematiche.

Da non sottovalutare anche l’intervento di un investigatore privato, che potrebbe indagare in sordina ed ottenere le prove per “smascherare” eventuali soprusi subiti dalla vittima.

Molte agenzie investigative oggi offrono servizi specifici a tal fine, come ad esempio la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia.

Ciò che è realmente importante in questi casi, qualora vi sia anche il minimo sospetto, è intervenire tempestivamente, perché purtroppo i casi di bullismo sfociati in tragedia sono numerosi.

Infedeltà coniugale, un fenomeno in costante evoluzione

L’infedeltà è una sorta di virus in grado di contagiare qualsiasi coppia, nessuno sembrerebbe essere immune a questo pericolo. Chi subisce il tradimento difficilmente mantiene il controllo e si trova in balia di forti emozioni, spesso contrastanti: dalla spinta a volersi vendicare del traditore all’autocolpevolizzazione.

I casi di separazioni e divorzi dovuti all’infedeltà sarebbero in continua crescita ed un ulteriore spinta verso la trasgressione si dovrebbe al famoso cyber sex e alle dipendenze virtuali. In pratica mentre un tempo l’unico mezzo per tradire il partner consisteva nell’incontro materiale tra gli amanti, negli ultimi anni la tecnologia, ed i social network, hanno fornito ulteriori mezzi e relativi escamotage per sfuggire ai limiti definiti dalla congenialità.

Allo stesso tempo anche eventuali indagini atte a reperire prove a sostegno del tradito, ossia prove del tradimento da parte del partner infedele, hanno subito una radicale trasformazione, in quanto anche in ambito investigativo si è reso indispensabile considerate l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Si è quindi registrato un aumento della richiesta dei servigi degli investigatori privati.

Agenzie di investigazione, come la “Iuris Investigazioni” con sede a Trani, sono spesso contattate proprio a tal fine, per poter svelare i retroscena di rapporti che, apparentemente, sembrerebbero immacolati. Assolutamente sconsigliate sono le “indagini fai-da-te”: illegali e non utilizzabili in giudizio, l’investigatore, invece, offre un servizio professionale e legale, senza essere coinvolto emotivamente nell’indagine.

Quali cause ci sono alla base del tradimento?

Negli ultimi vent’anni i rapporti interpersonali sono radicalmente cambiati, così come l’intero contesto sociale. Un tempo le coppie optavano per una risoluzione basata sulla pazienza, sul sacrificio che spesso portava al perdono dello stesso tradimento, o almeno ad un’accettazione che non portasse allo scioglimento della famiglia. Oggi invece alle prime avvisaglie di un matrimonio insoddisfacente, si sceglie la separazione e il divorzio, e alla base di tale scelta spesso c’è proprio l’infedeltà coniugale.

E se un tempo si tradiva fisicamente con relazioni più o meno durature, magari con partner conosciuti in ambienti ricreativi o lavorativi, ergo frequentati abitualmente, oggi è il web il covo delle trasgressioni, con rapporti che possono consumarsi anche via webcam, persino a livello sessuale.

Oggi si tradisce più di 30 o 50 anni fa?

Negli anni ’60 si era considerati infedeli quando effettivamente si era stati a letto con un’ altra persona, con l’amante per l’appunto. Oggi il concetto di infedeltà è più amplio e si considerano: Il flirtare con un’altra persona magari attraverso chat, l’uso della pornografia, lo scambio di proprie immagini sessuali con qualcuno verso cui si prova un’attrazione sessuale ecc..

Questo cambiamento socio-culturale, unito al boom tecnologico, influenza inevitabilmente anche la percentuale dei tradimenti.

In definitiva l’infedeltà coniugale sembrerebbe essere un fattore in continua crescita ed evoluzione, così come lo è la struttura sociale nell’area geografica presa in esame, in questo caso: l’occidente.

CORRELAZIONE TRA MUSICA E SATANISMO TRA TESI E ANTITESI,STUDIO COMPARATISCO DEL FENOMENO E CRONACA DI UN CASO CLINICO IN PUGLIA

CORRELAZIONE TRA MUSICA E SATANISMO TRA TESI E ANTITESI,STUDIO COMPARATISCO DEL FENOMENO E CRONACA DI UN CASO CLINICO IN PUGLIA

Ritmi calcati, voce gutturale, canto difonico con scream o growl, riverbero, overdrive e distorsioni del sound prodotti da amplificatore e subwoofer ad alto wattaggio: questi i connotati del genere definito “Heavy Metal” .

Nato tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, il termine richiamante il rumore “ferraglioso” prodotto dalle bicilindriche Harley Davidson dei riders fu coniato dalla band canadese Stappenwolf;

nel singolo “Born to be Wilde” del 1968 – poi divenuto la colonna sonora del road movie di Dennis Lee Hopper, “Easy Rider” – viene adoperata l’espressione “heavy metal thunder”:

“I like smoke and lightning, heavy metal thunder, racin’ with the wind”

Le tecnologie di amplificazione sempre più sofisticate e l’influenza del genere blues e rock, presto, diedero vita alla cultura musicale Heavy Metal che porta con sé una lunghissima tradizione progenitrice: dai riff della Feder Stratocaster di Jimi Hendrix ai mellotron dei King Crimson di Robert Fripp.

Tra i primi esecutori del “nuovo” genere, i critici della musica annoverano i Led Zeppelin ed i Black Sabbath;

tuttavia è di fondamentale importanza specificare che in questo periodo non vi è una vera e propria scissione tra il genere definito “Hard Rock” e quello Heavy Metal: solo successivamente, con l’affermazione di sound più pesanti propri dei Van Halen, dei Mötley Crüe, dei Metallica o degli Iron Maiden si provvederà a creare una distinzione tra gli aggettivi “Heavy” e “Hard”.

La questione relativa alla “scissione dei generi” risulta essere tutt’oggi oggetto di dibattito tra i critici e gli storici della musica, poiché, non è raro che gruppi come i Led Zeppelin o Deep Purple vengano erroneamente etichettati come appartenenti al filone musicale “Heavy Metal”.

Comunemente, con l’utilizzo di questo termine, si designa un genere definito, progenitore di innumerevoli sottogeneri tra i quali si annoverano il Thrash, il Black, il Death,l’Epic, il Doom, il Progressive, il Viking, il Folk, l’Air Metal e molti altri, ciascuno dei quali è caratterizzato da influenze differenti che spaziano dal genre punk alla musica classica o sinfonica.

Come il sound, anche i temi trattati nei testi delle canzoni hanno origini differenti: le questioni affrontate spaziano dall’amore, alla politica e/o religione;

quest’ultima è stata al centro di dibattiti sin dal 1971 quando i Led Zeppelin, nel loro album “Led Zeppelin IV” incisero “Stairway to Heaven”.

Il singolo, che occupava il 31° posto nelle classifiche delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone, diede vita a polemiche riguardanti l’inserimento di messaggi subliminali: secondo le credenze, se riascoltata al contrario, la traccia del Led Zeppeli IV si rivelerebbe come un vero e proprio inno a Satana;

tuttavia, quest’accusa rivolta alla band prestò si rivelò scientificamente infondata e decadde.

Diversamente, nel panorama musicale nord europeo, per molti gruppi di matrice Black Metal degli anni Novanta, la veridicità dell’accusa non fu messa in discussione.

Sotto l’influenza dei gruppi pionieri del genere Black metal i Venom, Mercyful Fate e Bathory vennero accusati di dare in pasto ai loro fan ideologie sataniste che incitavano alla violenza.

Fu proprio il singolo “Mayhem with Mercy” che nel 1984 ispirò il nome di una delle band Black Metal di Oslo che suscitò non poche polemiche e che a lungo fu al centro della cronaca nera norvegese: i Mayhem, i quali diedero vita al Black Metal Inner Circle, altrimenti conosciuto come “Black Metal Mafia” o “Organizzazione Criminale di Oslo”.

Al civico 56 di via Schweigaards gate di Oslo – dove attualmente si trova lo store Neseblod Records, agli inizi degli anni ’90 sorgeva “Helvete”, un negozio di dischi gestito dal leader dei Mayhem, Euronymous, che, per meglio sfruttare i metraggi dei locali commerciali decise di mettere a disposizione un’area degli stessi al fine di organizzare dei veri e propri raduni a cui partecipavano ragazzi poco più che adolescenti, con la passione per la stessa musica, i quali presto divennero membri dell’ Inner Circle.

In quegli anni di violenza, timore e ribellione ai valori sociali, si susseguirono innumerevoli episodi che interessarono la cronaca nera: nel 1992 si contarono oltre 15.000 tombe profanate, le cui reliquie divennero arredi-trofeo di Helvete, e 52 incendi dolosi ai danni delle Stavkirke – edifici destinati al culto, caratterizzate da decorazioni richiamanti temi tipicamente pagani:

il 6 giugno 1992, Varg Vikernest – leader della band Black Metal, Burzum e assassino di Ostein “Euronymous” Aarset ed inventore del gioco di ruolo “Mytic Fantasy Role-playing Game” – diede alle fiamme la Fantoft Stavkirke, edificata nel 1150 e situata a Fortun, un villaggio non distante da Bergen.

I casi riguardanti i cosiddetti “signori del chaos” possiamo collocarli sotto il filone del satanismo acido il quale risulta tipico dei movimenti legati alla subcultura giovanile, all’utilizzo di sostanze stupefacenti e caratterizzato da comportamenti definiti “devianti”.

In maniera differente si pose, invece, il caso che ebbe come protagonista la cittadina di West Memphis, in Arkansas:

alle ore 20.00 del 5 maggio 1993 John Byers denunciò la scomparsa del suo figliastro di otto anni, Christopher, il quale – assieme ad altri due coetanei, Stevie Branch e Michael Moore – fece perdere le sue tracce.

Non trascorse molto tempo che i corpi senza vita dei tre bambini furono ritrovati in un torrente situato in Robin Hood Parker, area rinominata “tana del diavolo”.

Dal referto del medico legale, sui corpi dei bambini non risultava esserci alcun segno di lesioni inflitte da arma bianca ma, le braccia e le gambe dei bambini risultavano esser state legate con lacci di scarpe; una prima analisi parlò di castrazione eseguita su due dei tre corpi ma dopo una serie di accertamenti fu appurato che i segni rinvenuti in prossimità degli organi genitali corrispondevano a morsi di tartarughe, presenti nel torrente, avvenuti postumi.

La caccia al colpevole fu immediata e, non riuscendo ad investigare a causa della mancanza di inizi, si pensò immediatamente di accusare del crimine di omicidio tre adolescenti del luogo additati come “adoratori del diavolo”.

Musica Heavy Metal, personalità introverse, anelli decorati con teschi, abbigliamento dark, capelli lunghi ed interesse per i film horror e per le opere di Aleister Crowley fecero di Damien Echols, Jessie Misskelley Jr. e Jason Baldwin i colpevoli.

Durante le fasi processuali innumerevoli furono le prove controverse e “forzate” mosse dall’accusa nei confronti dei tre ragazzi: le testimonianze “fragili” e le prove contraddittorie e non sufficienti a far luce sulla morte dei tre bambini non impedirono al giudice di dichiarare colpevoli i tre imputati stabilendo come sanzione la pena di morte per Damian Echols.

Il caso fu, tuttavia, riaperto nel 2007 quando gli avvocati di Echols depositarono un memoriale per evidenziare che, sulla base degli esami del DNA, il materiale genetico recuperato sulla scena del crimine non era attribuibile ai tre imputati; al deposito di questo materiale seguì la richiesta di habeas corpus delineante le nuove prove che portavano alla luce una diversa verità dei fatti: secondo i difensori di Echoels, le tracce rinvenute sarebbero appartenute a Terry Hobbs, patrigno di una delle tre piccole vittime, sin dall’inizio correlato al caso.

Il contribuito di Johnny Depp, Eddie Vedder e altre star hollywoodiane – da sempre certe dell’innocenza dei tre – è stato decisivo per la riapertura del caso.

“Oltre ogni ragionevole dubbio”, così com’è sott’intitolato il film The Devil’s Knot, diretto da Atom Egoyan ispirato alla vicenda processuale dei tre ragazzi di West Memphis attualmente liberi ma ritenuti, agli occhi della legge, ancora colpevoli probabilmente al fine di evitare ai protagonisti di intentare una causa contro lo Stato.

Quello appena descritto è una fattispecie che va a sfatare il mito ed i luoghi comuni della correlazione esistente tra musica e satanismo;

tuttavia, si pone quasi come “antitesi” di questa affermazione, il risultato della percezione e rielaborazione dei contenuti di alcune canzoni del genere heavy metal o hard rock ad opera di una mente “fragile”.

Un Satana che funge da capro espiatorio è stato il protagonista della triste vicenda  avvenuta a Sannicola, nel leccese, il 17 ottobre 2001 che ha visto coinvolti due quattordicenni che tentarono di uccidere a coltellate una loro coetanea durante un rituale in onore del dio degli inferi.

I due, dicevano di dover eseguire delle indicazioni dal “reverendo” Manson, idolo musicale dei due ragazzini: la ragazzina, viva per miracolo, stava per essere accoltellata da uno dei suoi “compagni” ma, era riuscita ad impedire che la lama del coltello impugnato da uno dei due la ferisse, grazie alla prontezza nell’abbassare il mento impedendo così che avvenisse il peggio.

I giovani, vedendola svenuta in una pozza di sangue con diverse lesioni, hanno abbandonato la scena del delitto rientrando a casa con gli abiti che portavano i residue del crimine commesso.

il questore P.N. che si occupò del caso non escluse che i due ragazzini tentassero di entrare in un gruppo virtuale e che il macabro avvenimento potesse aver a che fare con un rituale di iniziazione;

questo, il più grave fatto commesso dai due ragazzini che già erano stati ammoniti per aver profanato alcuni monumenti funerari.

A seguito di quanto accaduto, il gip della Sezione Minorile del Ministero di Grazia e Giustizia di Lecce , P.S. ha ordinato un piano di recupero della durata pari a due anni e due mesi per i minorenni, con l’obbligo di recarsi a scuola e svolgere attività sportive e di volontariato utile ad una piena riabilitazione dei minori mirata al processo di risocializzazione.

Queste testimonianze, frutto di uno studio comparatistico, hanno messo a confronto tre fattispecie concrete che hanno dimostrato in tesi ed antitesi la correlazione tra la musica ed il satanismo, allontanandosi da ogni luogo comune ed analizzando con tocco scientifico la questione.

Antonietta Depalma
(esperta in Criminologia Clinica e con riferimento al satanismo)

Carnevale di Manfredonia

Il Carnevale di Manfredonia (noto anche come carnevale sipontino o carnevale daunio[ ) è riconosciuto dalla regione Puglia come “manifestazione di interesse regionale” e Manfredonia è associata alla “Federazione europea delle città del carnevale”. Per due volte è stato inserito tra le manifestazioni abbinate alla Lotteria Nazionale.

Nel 2016, il Carnevale di Manfredonia ha ottenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) il riconoscimento di “Carnevale Storico”. Nello stesso anno, è stato tra i fondatori dell’Associazione “Carnevalia”, con sede a Viareggio, che riunisce i maggiori carnevali storici italiani.

Molto probabilmente come ogni carnevale d’Italia, affonda le radici in epoca romana, con riferimento ai Saturnali. La prima manifestazione moderna e istituzionalizzata si ebbe nel 1952.

Dal 1997 è stata organizzata dall’organo comunale “Istituzione del Carnevale dauno”, sostituito nel 2014 dall’Agenzia del turismo, organo di promozione territoriale del comune.

Dal 1998 la “Sfilata delle meraviglie” – che vede la partecipazione degli alunni di Scuole dell’Infanzia, Scuole Primarie, Scuole Secondarie Inferiori – ha ottenuto il patrocinio dell’UNICEF. Dal 2012 al 2016, si sono unificate in un unico evento la “Sfilata delle meraviglie” e la Sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati. Nel 2016 le sfilate hanno assunto la denominazione di “Gran Parate” e, nel 2017, è tornata come manifestazione ad hoc la “Gran Parata delle Meraviglie”

Dal 2014 il Carnevale è organizzato interamente dall’Agenzia del Turismo.

L’apertura ufficiale dei festeggiamenti si ha ogni anno il 17 gennaio, giorno di Sant’ Antonio abate (da questo deriva il detto “Sant’Andunje, masckere e sune!“(“Sant’Antonio, maschere e suoni“). In questa giornata vengono svelati il nome dell’edizione, il programma ufficiale, gli ospiti.

I festeggiamenti iniziano con l'”Arrivo di Zè’ Pèppe Carnevale”

Diverse le sfilate in programma: la “Gran Parata delle Meraviglie” (in genere effettuata la domenica precedente al Carnevale); la “Gran Parata dei Carri Allegorici e dei Gruppi mascherati” (in genere effettuata la domenica di Carnevale e il martedì grasso); la “Gran Parata della Golden Night” (sfilata notturna in genere effettuata il sabato della “Pentolaccia”).

Nel corso della manifestazione si mangiano alcuni piatti tipici piatti carnevaleschi: la “farrata” (in dialetto “farrét'”), un rustico a base di farro e ricotta, e gli “scagliozzi” (in dialetto “scagghjuzz'”), fettine triangolari di polenta fritta.

Negli ultimi anni, alle tradizionali manifestazioni carnascialesche è stato affiancato un processo di valorizzazione del patrimonio culturale, con un ricco programma di “Open days” e visite guidate ai maggiori attrattori della città di Manfredonia.

La maschera tipica è “Ze Pèppe”: rappresenta un allegro contadino che arriva in città per divertirsi,durante il carnevale, ma esagerando nei festeggiamenti e morto di polmonite, viene cremato durante i festeggiamenti del martedì grasso.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Carnevale_di_Manfredonia