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Essere bocciati non è la fine del mondo.

Oggigiorno le famiglie trasmettono un’idea malsana ai propri ragazzi, ossia quella del successo ad ogni costo, soprattutto nell’ambito scolastico.

Se da un certo punto di vista ciò potrebbe persino apparire corretto, non bisogna non considerare l’aspetto negativo che una simile concezione potrebbe avere sugli adolescenti, ossia potrebbero credere che un solo insuccesso possa determinare il fallimento della loro vita.

In poche parole, tutti vorremmo che i nostri figli avessero successo negli studi, ma una bocciatura non dovrebbe mai essere fatta passare come una macchia indelebile sul futuro del ragazzo, non è la fine del mondo, non è una condanna penale.

I genitori dovrebbero invece educare i loro figli ad affrontare il fallimento, una bocciatura inevitabile non è qualcosa di cui provare terrore, occorre invece affrontare serenamente la questione e comprendere i meccanismi che l’hanno determinata:

  • Difficoltà nella gestione degli studi?

  • Un corso di studi non in linea con le proprie attitudini?

  • Episodi di bullismo o affini?

Essere bocciati è brutto, il ragazzo si sente sconfitto, umiliato, e certamente non ha bisogno di una famiglia che accentui questi sentimenti negativi.

Purtroppo le cronache ci hanno più volte riportato episodi nei quali gli adolescenti si sarebbero suicidati proprio a seguito di una bocciatura scolastica, e ciò è inammissibile oltre che assolutamente irrazionale.

Una volta accettato il dato di fatto non è necessario attaccare e mortificare il ragazzo, occorre invece prendere immediati ed efficienti provvedimenti in merito alla delicata situazione che di volta in volta potrebbe delinearsi.

Certamente non sarebbe da escludere un consulto con uno psicologo, che potrebbe meglio determinare le cause che hanno portato al risultato negativo ed adottare, con lo studente, atteggiamenti atti ad affrontare e superare il problema.

Le difficoltà nella gestione degli studi possono essere determinate da innumerevoli fattori, in primis la mancanza di un metodo di studio adeguato ed adatto alle proprie possibilità.

Per far fronte a questo problema si potrebbe ricorrere ad insegnanti di sostegno, al doposcuola o a lezioni private che supportino le carenze accumulate.

Potrebbe anche verificarsi il caso in cui lo studente abbia scelto una scuola non in linea con i suoi interessi, ad esempio un istituto ad indirizzo economico commerciale risulterebbe inutile e pesante ad un ragazzo il cui cuore batte per il settore alberghiero.

Per tali ragioni è sempre indispensabile lasciare che siano gli studenti a scegliere la scuola che vogliono frequentare, senza alcun tipo di condizionamento da parte di parenti o amici.

Vi è poi il problema, questo ben più grave, del bullismo.

Purtroppo molti ragazzi, soprattutto negli istituti superiori, sono vittime di episodi di violenza fisica e psichica, veri e propri atti di persecuzione e vessazione che prendono il nome di “bullismo”.

La vittima del “bullo” assume un atteggiamento di chiusura verso l’ambiente scolastico, ritenuto la causa della sofferenza che vive quotidianamente, e ciò comporta l’allontanamento dagli studi e la conseguente bocciatura.

Per provare che uno studente sia vittima di bullismo, oggi è possibile ricorrere ad investigatori privati capaci di operare nella massima discrezione e con assoluta professionalità.

In Puglia, ad esempio, un servizio simile è offerto dalla IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani (BAT).

Qualunque sia la causa della bocciatura, dunque, è indispensabile affrontare il problema e correre al più presto ai ripari.

Esistono infatti molti modi per recuperare il tempo perso, persino recuperare gli anni scolastici e diplomarsi contemporaneamente ai propri coetanei.

Quest’ultima possibilità è offerta da istituti specializzati nel recupero degli anni scolastici, come il CENTRO STUDI G. VERGA con sede a Lecce.

Mario Contino

Melanzane ripiene pugliesi

2 MELANZANE (media grandezza)
2 UOVA 
100 g PANE (raffermo)
PECORINO (2 cucchiai colmi)
PREZZEMOLO
BASILICO q.b.
6 POMODORI pachino
2 SPICCHIO DI AGLIO 
OLIO DI OLIVA q.b
SALE q.b.

Lavate e tagliate le melanzane in due parti per il verso orizzontale, poi scavatene la polpa e tagliate quest’ultima a dadini. Le due metà sembreranno due barchette.

Sbollentate le due parti “a barchetta” per 5 minuti in acqua salata.

Scaldate in una padella l’olio extravergine d’oliva e fatevi soffriggere gli spicchi di aglio, poi toglieteli appena saranno dorati. Unite quindi la polpa delle melanzane e lasciate cuocere per circa 15 minuti a fuoco lento.

In un’altra padella cuocete per 5 minuti i pomodori a pezzi insieme a due cucchiai d’olio extravergine e ad uno spicchio d’aglio e salate e aromatizzate con basilico fresco o secco.

Nel frattempo preparate la farcia impastando in una ciotola la mollica di pane sbriciolata, le uova, la polpa delle melanzane fatta soffriggere in precedenza, il pecorino, il sale ed il prezzemolo tritato.

Farcite le melanzane svuotate con la polpa e ricoprite ciascuna melanzana con un po’ del seghetto di pomodoro preparato.

Adagiate le melanzane farcite su di una teglia da forno, conditele con un filo d’olio ed infornate a 200°C per circa 20 minuti.

servite calde

http://lusiammynancy.blogspot.com/2015/12/melanzana-ripiena-tonno.html

 

Ristorante l’Ancora Nuova – Monopoli

RISTORANTE “L’ANCORA NUOVA”

Contrada Capitolo Km 6.150, Monopoli (BA) — Tel.: 080.4116496

Caratteristica ed elegante locanda marinara
dove regna la passione per i sapori del mare e 
per tutte le eccellenze pugliesi.

VI ASPETTIAMO!!!
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Grafica e comunicazione a cura di “MCommunication di Mario Contino”.

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Guest Post, servizio MCommunication

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Si tratta di un articolo, scritto rispettando criteri particolari per ciò che riguarda il numero delle battute e gli stili di formattazione, contenenti un link a “sito rilevante”.
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Marco Cazzella (in arte: Marcu lu scrittore Salentinu)

 Mi chiamo Marco Cazzella (in arte: Marcu, lu scrittore Salentinu).

Sono nato il 29 settembre del 1981. Ho un carattere molto dolce, affettuoso, gentile, educato, ma nel contempo sono anche irascibile, impulsivo, agisco senza mai riflettere prima su ciò che faccio e sulle conseguenze, sono impaziente. Odio qualsiasi forma di attesa, sono molto emotivo e mi emoziono per un non nulla, non conosco il significato della modestia e non mi riferisco a livello etimologico perché quello lo conosco, bensì dal punto pratico. Ho un ego senza confini ma allo stesso tempo sono fragilissimo.

Abito con i miei due fratelli Salvatore e Daniele Cazzella, a Giorgilorio, un paese che si trova  tra i comuni di Lecce e Surbo.

Anche se ho molte lacune nella forma motivo per il quale la considero il mio “Tallone d’Achille” e forse non dovrei farlo amo inventare qualsiasi cosa letteraria e giocare con le parole per cui mi considero uno “Scrittore” dato che considero la scrittura il mio “Primo Amore!”

I motivi perché dico ciò sono:

  • per via della mia menomazione visiva progressiva, causata alla nascita contraendo una febbre altissima, ho dovuto sempre immaginare le cose ho sviluppato un’infinita immaginazione e una capacità innata di creare qualsiasi cosa immaginaria e non potendo aver in testa tutte le mie idee dovevo riversarle da qualche parte ed ho iniziato a scrivere;
  • per l’utopico desiderio di divenire il “faro” di speranza per tutti quei disabili artisti come me che avevano paura di provare a far leggere le loro opere col pensiero: “Se l’ha fatto lui perché non potrei farlo anch’io?”
  • Per riuscire a creare qualcosa con le mie mani per dimostrare a me stesso che anch’io posseggo una capacità dato che con i miei scritti oggetti tangibili nessuno me la poteva negare;
  • e al momento questo è solo un sogno per trovarmi un lavoro che mi distacchi dalla mia “Dipendenza” di quella miseria che mi sancisce lo stato come disabile perché seppure dovessi guadagnare anche soltanto 10,00 euro potrei dire: “Questi soldi li ho guadagnati con le mie fatiche e non me li ha regalati nessuno!”
  • ultimo, ma più importante di tutti per donare al mondo sensazioni ed emozioni!
  • Questo sono io un ragazzo ipovedente come tanti dal cuore caldo come il Sole, impetuoso come il mare e tempestoso come il vento! I tre simboli che caratterizzano la mia amata Lecce.

Il detestabile fenomeno dell’assenteismo sul lavoro

L’assenteismo sul lavoro, ossia la realtà determinata dall’assenza del dipendente e quindi dall’impossibilità di quest’ultimo di svolgere le proprie mansioni, causando un disagio, e spesso un danno, all’azienda o all’ente datore di lavoro, non è sempre oggetto di dibattito sociale. Infatti è lecito che all’interno di un luogo di lavoro, il dipendente possa essere costretto ad assentarsi, anche ripetutamente per numerosi motivi: personali, familiari e sociali, tutti scrupolosamente regolati dalla relativa normativa.

Diventa un problema sociale, e non solo, nel momento in cui si determina la spiacevole situazione nella quale il lavoratore si assenta fornendo giustificazioni non accettabili da parte del datore di lavoro, mettendo in atto un comportamento che, soprattutto nelle grandi aziende o negli enti pubblici, incide negativamente sia sull’economia che sul lavoro degli altri colleghi.

Quando l’assenteismo ingiustificato viene provato dal datore di lavoro, e si determina una situazione di grave mancanza degli obblighi presi dal dipendente rispetto all’azienda o all’ente presso cui opera, può essere una delle motivazioni che determina il licenziamento per giustificata causa e senza preavviso (il cosiddetto licenziamento in tronco). Ciò avviene quando condotta del lavoratore dipendente risulta essere talmente grave da non consentire di proseguire il rapporto di lavoro, essendo venuto a mancare in maniera irrecuperabile il vincolo di fiducia che lo lega al suo datore.

Le regole imposte dal decreto correttivo sui licenziamenti in 30 giorni per i dipendenti pubblici, basate sul Decreto 124/2015 o legge Madia, prevedono la sospensione in 48 ore e il licenziamento in 30 giorni per gli assenteisti colti in flagrante. Le norme prevedono anche imponenti misure atte a contrastare il fenomeno dell’assenteismo in ogni suo sgradevole aspetto.

Ovviamente la legge non tutela solo gli enti pubblici, infatti prevede sanzioni anche per i dipendenti privati, che spesso si assentano con la scusante di essere in stato di malattia, ovviamente inesistente, per svolgere un doppio lavoro, magari in nero, o per prolungare i periodi di festività o le ferie.

In quest’ultimo caso, una volta provato l’assenteismo ingannevole, il dipendente può essere immediatamente licenziato per giusta causa.

Come si prova che il dipendente sta fingendo un’assenza giusta per compiere, invece, un atto illecito?

Spesso l’indagine non è semplice, anche perché lo stesso dipendente deve essere colto in flagranza di reato, come specifica la normativa, ergo sempre più spesso ci si rivolge agli investigatori privati.

Agenzie come la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, offrono servizi specifici che possono essere richiesti dal datore di lavoro al fine di tutelare la propria azienda, sia essa pubblica o privata.

Oltre al vero e proprio assenteismo, l’investigatore è abilitato a svolgere controlli su permessi concessi per la Legge 104/1992 , nonché investigazioni su malattia ed infortuni che si protraggono o si ripetono sistematicamente, portando al sospetto di falsità delle stesse.

Il lavoro dell’investigatore è finalizzato a reperire prove foto e video dei comportamenti scorretti del dipendente , accertando l’orario di entrata/uscita da lavoro o la sua presenza altrove in orario di servizio. La perpetrazione del comportamento, provata grazie all’investigatore, abilita il datore di lavoro a porre in essere il “ licenziamento per giusta causa ”, legalmente riconosciuto.

Il preoccupante fenomeno delle persone scomparse

Da un articolo pubblicato dalla testata giornalistica “Repubblica”, versione on-line, a firma di “Cristina Nadotti”, emerge un dato preoccupante: nel 2018 le persone scomparse sono state quasi 5000 in più rispetto ai rilevamenti precedenti. Si registra anche un aumento del 16% dei ritrovamenti, il che è un dato positivo che lascia ben sperare, ma ancora insufficiente a segnare un risultato favorevole per quanti indagano sui casi di sparizione.

La relazione semestrale dell’ufficio del commissario straordinario del governo per le persone scomparse, definisce il fenomeno “devastante e sconvolgente nonostante aumentino i ritrovamenti e la prevenzione”, ed è subito chiaro che tale dichiarazione cela una preoccupazione reale, quanto reale è il fenomeni cui fa riferimento. Dal 1974 al 2018 i dati in possesso degli enti preposti al controllo indicano che le persone scomparse in Italia (tra cittadini italiani e stranieri) sono state 229.687 di cui ne sono state rintracciate 171.974.

Riguardo il fenomeno migratorio, che ha certamente un incidenza sui dati inerenti le scomparse, il commissario Mario Papa afferma che le fughe dai centri di accoglienza, specialmente di minori stranieri non accompagnati, rappresentano il maggior numero dei casi riscontrati dalle Forze dell’Ordine e che quindi sarebbe opportuno scorporarli dalla somma totale e trattarli come casi a se stanti.

Nel 2018 sono state denunciate 18.468 persone scomparse, delle quali 13.745 non sono state ancora ritrovate. Le regioni con il più alto numero di ricercati sono la Sicilia, il Lazio, la Lombardia, la Campania, la Calabria ed in fine la Puglia con ben 4.080 casi ancora irrisolti.

Sono molti i motivi per i quali una persona possa essere denunciata come scomparsa, dall’allontanamento volontario a casi ben più gravi di delitti celati, Si tratta di un vero e proprio fenomeno sociale le cui conseguenze e cause vanno ricercate a vari livelli nel contesto sociale ove lo stesso fenomeno si esplica. Per tale motivo la prevenzione assume notevole importanza, soprattutto nelle scuole, dove il fenomeno dovrebbe essere discusso e sviscerato. A tal proposito l’Ufficio del commissario straordinario del governo per le persone scomparse ha avviato un progetto con l’Associazione Psicologi per i popoli per informare e

sensibilizzare gli studenti, le loro famiglie e la scuola rispetto al fenomeno delle persone scomparse.

L’articolo originale potete leggerlo al seguente link: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/01/29/news/persone_scomparse_nel_2018_sono_quasi_5mila_in_piu_-217753944/

L’investigatore privato può giocare un ruolo fondamentale nella buona riuscita di indagini inerenti a diversi casi di persone scomparse. Infatti, soprattutto quando trattasi di persone adulte, spesso i casi vengono archiviati dopo le prime ricerche, bollati come casi di allontanamento volontario.

In caso di scomparsa di qualcuno, la prima cosa da fare è certamente contattare le forze dell’ordine, Carabinieri o Polizia: sussiste per loro l’obbligo giuridico di iniziare subito le ricerche. Ci si può poi affidare anche al supporto di un investigatore privato, molte agenzie offrono infatti servizi specifici a tal fine, come ad esempio la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia. Gli investigatori privati possono ampliare il raggio di ricerca, senza fermarsi, finché non viene raggiunto un risultato soddisfacente o finché non sia lo stesso committente a chiederlo.

Ovviamente collegandovi al loro portale potrete scoprire maggiori dettagli in merito a questo importante servizio, che potrebbe metter fine alle pene di migliaia di persone.

Nicola Brienza, imprenditore pugliese “made in cina”

Nicola Brienza, bitontino, è candidato alle europee per il Pd: “giusto guardare a Est ma nell’accordo con Pechino molte promesse e pochi fatti.” Se lo dice lui che in cina ci vive ed ha avviato il suo business ci sarà da credergli!

Devo dire che le storie riguardanti imprenditori pugliesi che hanno avuto successo all’estero sono sempre affascinanti. ho letto questa storia su lagazzettadelmezzogiorno.it e sono rimasto piacevolmente colpito. Ovviamente non posso copiarla sul sito, un po’ perchè non attinente nel concreto alla tematica del nostro portale e perchè violerei il copyright, quindi vi inserirò il link all’articolo ufficiale: LINK…

Se conoscete altre storie simili, sempre di pugliesi di successo, segnalateci l’articolo tramite contatto privato.

Il pericoloso fenomeno del bullismo

Uno dei fenomeni più pericolosi e, purtroppo, diffusi nella società odierna, è il cosiddetto “Bullismo”. Il termine “bullismo” deriva dall’inglese “bullying” ed indica il fenomeno della prepotenza tra coetanei o quasi coetanei in un contesto di gruppo.

Tra gli anni ’60 e ’70, gli studi Peter Paul Heinemann e Dan Olweus rilevarono un’elevata presenza del detestabile fenomeno in molte scuole scandinave, attirando l’attenzione della stampa che contribui a portare alla luce questo aspetto sociale. Olweus fu il primo a formulare una definizione del fenomeno, affermando che:

«Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, ad azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni».

Le definizioni che si sono succedute negli anni hanno aggiunto ulteriori particolari, ad esempio Sullivan (2000) ha parlato di abuso di potere premeditato e diretto verso uno o più soggetti. In generale oggi possiamo affermare che il bullismo fa parte della più ampia classe dei comportamenti aggressivi che l’individuo (bullizzato) può subire nel corso della sua vita e che assumono forme differenti a seconda dell’età della vittima, tali azioni di bullismo devono conservare sempre caratteristiche di intenzionalità (nel compiere l’atto), persistenza e squilibrio di potere tra vittima e bullo/bulli.

Possiamo quindi identificare tre tipologie di comportamento aggressivo:

– Violenza fisica diretta,

– Aggressione verbale,

– Aggressione relazionale (ad esempio la diffamazione dell’individuo o la sua esclusione forzata da un contesto sociale).

L’atteggiamento che la vittima del bullismo assume è differente a seconda dei casi, ma secondo “Fedeli Daniele” – autore di “Bullismo oltre” (2007) – le vittime di genere femminile reagiscono con tristezza e forme depressive di varia entità, mentre i soggetti di genere maschile reagiscono assumendo atteggiamenti rabbiosi. Le differenze di comportamento tra i generi diventano più evidenti in relazione all’età degli attori.

Molteplici sono i modelli teorici che hanno cercato di spiegare l’aggressività e il bullismo. Secondo le teorie più accreditate la personalità del bambino si struttura a partire dalla relazione con i genitori, i quali sono anche responsabili del loro sviluppo morale (valori sociali, educazione ecc), quanto tale rapporto genitore-figlio non funziona a dovere, è possibile che si sviluppino difficoltà nel processo di crescita dell’individuo, che possono anche portare a condotte inappropriate. Occorre anche considerare che gli episodi di bullismo, subiti e perpetrati, nell’infanzia e nell’adolescenza spesso sfociano in gravi disturbi della condotta in tarda adolescenza e nell’età adulta.

Quindi non è solo un problema passeggero e legato all’infanzia o all’adolescenza ma un grave disagio sociale che va scoperto e affrontato il prima possibile.

Oggi il fenomeno si è trasformato contemporaneamente all’evoluzione tecnologica della società occidentale, e sempre più spesso si parla di cyberbullismo. Gli sms, le e-mail, i social network, sono senza dubbio i nuovi mezzi della comunicazione, della relazione, ma soprattutto sono luoghi ritenuti erroneamente protetti dall’anonimato, sono di facile accesso, in poche parole: adatti al fine di bullizzare la vittima con minacce e soprusi di ogni genere.

Ciò purtroppo rende ancora più difficoltoso il controllo da parte dei genitori e più semplice l’azione del bullo.

Come scoprire se un ragazzo o una ragazza è vittima di bullismo o cyberbullismo?

Esistono segnali che i genitori dovrebbero cogliere:

Esistono dei segnali d’allarme da non sottovalutare che talvolta indicano che il ragazzo è vittima di episodi di bullismo:

– stress emotivo e senso di impotenza nell’affrontare la situazione e tentare di mettervi fine;

– maggior rischio di sviluppare disturbi quali ansia o depressione;

– tendenze autolesioniste, o persino suicide;

questi sono solo alcuni dei fattori che dovrebbero far correre i genitori ai ripari, purtroppo il più delle volte le vittime sono restie a confessare la grave situazione che stanno vivendo, per paura di aggravarla o per timore di deludere i propri cari dimostrandosi deboli o non all’altezza.

Fortunatamente l’aiuto dello psicologo può portare allo scoperto tali problematiche.

Da non sottovalutare anche l’intervento di un investigatore privato, che potrebbe indagare in sordina ed ottenere le prove per “smascherare” eventuali soprusi subiti dalla vittima.

Molte agenzie investigative oggi offrono servizi specifici a tal fine, come ad esempio la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia.

Ciò che è realmente importante in questi casi, qualora vi sia anche il minimo sospetto, è intervenire tempestivamente, perché purtroppo i casi di bullismo sfociati in tragedia sono numerosi.

Infedeltà coniugale, un fenomeno in costante evoluzione

L’infedeltà è una sorta di virus in grado di contagiare qualsiasi coppia, nessuno sembrerebbe essere immune a questo pericolo. Chi subisce il tradimento difficilmente mantiene il controllo e si trova in balia di forti emozioni, spesso contrastanti: dalla spinta a volersi vendicare del traditore all’autocolpevolizzazione.

I casi di separazioni e divorzi dovuti all’infedeltà sarebbero in continua crescita ed un ulteriore spinta verso la trasgressione si dovrebbe al famoso cyber sex e alle dipendenze virtuali. In pratica mentre un tempo l’unico mezzo per tradire il partner consisteva nell’incontro materiale tra gli amanti, negli ultimi anni la tecnologia, ed i social network, hanno fornito ulteriori mezzi e relativi escamotage per sfuggire ai limiti definiti dalla congenialità.

Allo stesso tempo anche eventuali indagini atte a reperire prove a sostegno del tradito, ossia prove del tradimento da parte del partner infedele, hanno subito una radicale trasformazione, in quanto anche in ambito investigativo si è reso indispensabile considerate l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Si è quindi registrato un aumento della richiesta dei servigi degli investigatori privati.

Agenzie di investigazione, come la “Iuris Investigazioni” con sede a Trani, sono spesso contattate proprio a tal fine, per poter svelare i retroscena di rapporti che, apparentemente, sembrerebbero immacolati. Assolutamente sconsigliate sono le “indagini fai-da-te”: illegali e non utilizzabili in giudizio, l’investigatore, invece, offre un servizio professionale e legale, senza essere coinvolto emotivamente nell’indagine.

Quali cause ci sono alla base del tradimento?

Negli ultimi vent’anni i rapporti interpersonali sono radicalmente cambiati, così come l’intero contesto sociale. Un tempo le coppie optavano per una risoluzione basata sulla pazienza, sul sacrificio che spesso portava al perdono dello stesso tradimento, o almeno ad un’accettazione che non portasse allo scioglimento della famiglia. Oggi invece alle prime avvisaglie di un matrimonio insoddisfacente, si sceglie la separazione e il divorzio, e alla base di tale scelta spesso c’è proprio l’infedeltà coniugale.

E se un tempo si tradiva fisicamente con relazioni più o meno durature, magari con partner conosciuti in ambienti ricreativi o lavorativi, ergo frequentati abitualmente, oggi è il web il covo delle trasgressioni, con rapporti che possono consumarsi anche via webcam, persino a livello sessuale.

Oggi si tradisce più di 30 o 50 anni fa?

Negli anni ’60 si era considerati infedeli quando effettivamente si era stati a letto con un’ altra persona, con l’amante per l’appunto. Oggi il concetto di infedeltà è più amplio e si considerano: Il flirtare con un’altra persona magari attraverso chat, l’uso della pornografia, lo scambio di proprie immagini sessuali con qualcuno verso cui si prova un’attrazione sessuale ecc..

Questo cambiamento socio-culturale, unito al boom tecnologico, influenza inevitabilmente anche la percentuale dei tradimenti.

In definitiva l’infedeltà coniugale sembrerebbe essere un fattore in continua crescita ed evoluzione, così come lo è la struttura sociale nell’area geografica presa in esame, in questo caso: l’occidente.