Infedeltà coniugale, un fenomeno in costante evoluzione

L’infedeltà è una sorta di virus in grado di contagiare qualsiasi coppia, nessuno sembrerebbe essere immune a questo pericolo. Chi subisce il tradimento difficilmente mantiene il controllo e si trova in balia di forti emozioni, spesso contrastanti: dalla spinta a volersi vendicare del traditore all’autocolpevolizzazione.

I casi di separazioni e divorzi dovuti all’infedeltà sarebbero in continua crescita ed un ulteriore spinta verso la trasgressione si dovrebbe al famoso cyber sex e alle dipendenze virtuali. In pratica mentre un tempo l’unico mezzo per tradire il partner consisteva nell’incontro materiale tra gli amanti, negli ultimi anni la tecnologia, ed i social network, hanno fornito ulteriori mezzi e relativi escamotage per sfuggire ai limiti definiti dalla congenialità.

Allo stesso tempo anche eventuali indagini atte a reperire prove a sostegno del tradito, ossia prove del tradimento da parte del partner infedele, hanno subito una radicale trasformazione, in quanto anche in ambito investigativo si è reso indispensabile considerate l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Si è quindi registrato un aumento della richiesta dei servigi degli investigatori privati.

Agenzie di investigazione, come la “Iuris Investigazioni” con sede a Trani, sono spesso contattate proprio a tal fine, per poter svelare i retroscena di rapporti che, apparentemente, sembrerebbero immacolati. Assolutamente sconsigliate sono le “indagini fai-da-te”: illegali e non utilizzabili in giudizio, l’investigatore, invece, offre un servizio professionale e legale, senza essere coinvolto emotivamente nell’indagine.

Quali cause ci sono alla base del tradimento?

Negli ultimi vent’anni i rapporti interpersonali sono radicalmente cambiati, così come l’intero contesto sociale. Un tempo le coppie optavano per una risoluzione basata sulla pazienza, sul sacrificio che spesso portava al perdono dello stesso tradimento, o almeno ad un’accettazione che non portasse allo scioglimento della famiglia. Oggi invece alle prime avvisaglie di un matrimonio insoddisfacente, si sceglie la separazione e il divorzio, e alla base di tale scelta spesso c’è proprio l’infedeltà coniugale.

E se un tempo si tradiva fisicamente con relazioni più o meno durature, magari con partner conosciuti in ambienti ricreativi o lavorativi, ergo frequentati abitualmente, oggi è il web il covo delle trasgressioni, con rapporti che possono consumarsi anche via webcam, persino a livello sessuale.

Oggi si tradisce più di 30 o 50 anni fa?

Negli anni ’60 si era considerati infedeli quando effettivamente si era stati a letto con un’ altra persona, con l’amante per l’appunto. Oggi il concetto di infedeltà è più amplio e si considerano: Il flirtare con un’altra persona magari attraverso chat, l’uso della pornografia, lo scambio di proprie immagini sessuali con qualcuno verso cui si prova un’attrazione sessuale ecc..

Questo cambiamento socio-culturale, unito al boom tecnologico, influenza inevitabilmente anche la percentuale dei tradimenti.

In definitiva l’infedeltà coniugale sembrerebbe essere un fattore in continua crescita ed evoluzione, così come lo è la struttura sociale nell’area geografica presa in esame, in questo caso: l’occidente.

CORRELAZIONE TRA MUSICA E SATANISMO TRA TESI E ANTITESI,STUDIO COMPARATISCO DEL FENOMENO E CRONACA DI UN CASO CLINICO IN PUGLIA

CORRELAZIONE TRA MUSICA E SATANISMO TRA TESI E ANTITESI,STUDIO COMPARATISCO DEL FENOMENO E CRONACA DI UN CASO CLINICO IN PUGLIA

Ritmi calcati, voce gutturale, canto difonico con scream o growl, riverbero, overdrive e distorsioni del sound prodotti da amplificatore e subwoofer ad alto wattaggio: questi i connotati del genere definito “Heavy Metal” .

Nato tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, il termine richiamante il rumore “ferraglioso” prodotto dalle bicilindriche Harley Davidson dei riders fu coniato dalla band canadese Stappenwolf;

nel singolo “Born to be Wilde” del 1968 – poi divenuto la colonna sonora del road movie di Dennis Lee Hopper, “Easy Rider” – viene adoperata l’espressione “heavy metal thunder”:

“I like smoke and lightning, heavy metal thunder, racin’ with the wind”

Le tecnologie di amplificazione sempre più sofisticate e l’influenza del genere blues e rock, presto, diedero vita alla cultura musicale Heavy Metal che porta con sé una lunghissima tradizione progenitrice: dai riff della Feder Stratocaster di Jimi Hendrix ai mellotron dei King Crimson di Robert Fripp.

Tra i primi esecutori del “nuovo” genere, i critici della musica annoverano i Led Zeppelin ed i Black Sabbath;

tuttavia è di fondamentale importanza specificare che in questo periodo non vi è una vera e propria scissione tra il genere definito “Hard Rock” e quello Heavy Metal: solo successivamente, con l’affermazione di sound più pesanti propri dei Van Halen, dei Mötley Crüe, dei Metallica o degli Iron Maiden si provvederà a creare una distinzione tra gli aggettivi “Heavy” e “Hard”.

La questione relativa alla “scissione dei generi” risulta essere tutt’oggi oggetto di dibattito tra i critici e gli storici della musica, poiché, non è raro che gruppi come i Led Zeppelin o Deep Purple vengano erroneamente etichettati come appartenenti al filone musicale “Heavy Metal”.

Comunemente, con l’utilizzo di questo termine, si designa un genere definito, progenitore di innumerevoli sottogeneri tra i quali si annoverano il Thrash, il Black, il Death,l’Epic, il Doom, il Progressive, il Viking, il Folk, l’Air Metal e molti altri, ciascuno dei quali è caratterizzato da influenze differenti che spaziano dal genre punk alla musica classica o sinfonica.

Come il sound, anche i temi trattati nei testi delle canzoni hanno origini differenti: le questioni affrontate spaziano dall’amore, alla politica e/o religione;

quest’ultima è stata al centro di dibattiti sin dal 1971 quando i Led Zeppelin, nel loro album “Led Zeppelin IV” incisero “Stairway to Heaven”.

Il singolo, che occupava il 31° posto nelle classifiche delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone, diede vita a polemiche riguardanti l’inserimento di messaggi subliminali: secondo le credenze, se riascoltata al contrario, la traccia del Led Zeppeli IV si rivelerebbe come un vero e proprio inno a Satana;

tuttavia, quest’accusa rivolta alla band prestò si rivelò scientificamente infondata e decadde.

Diversamente, nel panorama musicale nord europeo, per molti gruppi di matrice Black Metal degli anni Novanta, la veridicità dell’accusa non fu messa in discussione.

Sotto l’influenza dei gruppi pionieri del genere Black metal i Venom, Mercyful Fate e Bathory vennero accusati di dare in pasto ai loro fan ideologie sataniste che incitavano alla violenza.

Fu proprio il singolo “Mayhem with Mercy” che nel 1984 ispirò il nome di una delle band Black Metal di Oslo che suscitò non poche polemiche e che a lungo fu al centro della cronaca nera norvegese: i Mayhem, i quali diedero vita al Black Metal Inner Circle, altrimenti conosciuto come “Black Metal Mafia” o “Organizzazione Criminale di Oslo”.

Al civico 56 di via Schweigaards gate di Oslo – dove attualmente si trova lo store Neseblod Records, agli inizi degli anni ’90 sorgeva “Helvete”, un negozio di dischi gestito dal leader dei Mayhem, Euronymous, che, per meglio sfruttare i metraggi dei locali commerciali decise di mettere a disposizione un’area degli stessi al fine di organizzare dei veri e propri raduni a cui partecipavano ragazzi poco più che adolescenti, con la passione per la stessa musica, i quali presto divennero membri dell’ Inner Circle.

In quegli anni di violenza, timore e ribellione ai valori sociali, si susseguirono innumerevoli episodi che interessarono la cronaca nera: nel 1992 si contarono oltre 15.000 tombe profanate, le cui reliquie divennero arredi-trofeo di Helvete, e 52 incendi dolosi ai danni delle Stavkirke – edifici destinati al culto, caratterizzate da decorazioni richiamanti temi tipicamente pagani:

il 6 giugno 1992, Varg Vikernest – leader della band Black Metal, Burzum e assassino di Ostein “Euronymous” Aarset ed inventore del gioco di ruolo “Mytic Fantasy Role-playing Game” – diede alle fiamme la Fantoft Stavkirke, edificata nel 1150 e situata a Fortun, un villaggio non distante da Bergen.

I casi riguardanti i cosiddetti “signori del chaos” possiamo collocarli sotto il filone del satanismo acido il quale risulta tipico dei movimenti legati alla subcultura giovanile, all’utilizzo di sostanze stupefacenti e caratterizzato da comportamenti definiti “devianti”.

In maniera differente si pose, invece, il caso che ebbe come protagonista la cittadina di West Memphis, in Arkansas:

alle ore 20.00 del 5 maggio 1993 John Byers denunciò la scomparsa del suo figliastro di otto anni, Christopher, il quale – assieme ad altri due coetanei, Stevie Branch e Michael Moore – fece perdere le sue tracce.

Non trascorse molto tempo che i corpi senza vita dei tre bambini furono ritrovati in un torrente situato in Robin Hood Parker, area rinominata “tana del diavolo”.

Dal referto del medico legale, sui corpi dei bambini non risultava esserci alcun segno di lesioni inflitte da arma bianca ma, le braccia e le gambe dei bambini risultavano esser state legate con lacci di scarpe; una prima analisi parlò di castrazione eseguita su due dei tre corpi ma dopo una serie di accertamenti fu appurato che i segni rinvenuti in prossimità degli organi genitali corrispondevano a morsi di tartarughe, presenti nel torrente, avvenuti postumi.

La caccia al colpevole fu immediata e, non riuscendo ad investigare a causa della mancanza di inizi, si pensò immediatamente di accusare del crimine di omicidio tre adolescenti del luogo additati come “adoratori del diavolo”.

Musica Heavy Metal, personalità introverse, anelli decorati con teschi, abbigliamento dark, capelli lunghi ed interesse per i film horror e per le opere di Aleister Crowley fecero di Damien Echols, Jessie Misskelley Jr. e Jason Baldwin i colpevoli.

Durante le fasi processuali innumerevoli furono le prove controverse e “forzate” mosse dall’accusa nei confronti dei tre ragazzi: le testimonianze “fragili” e le prove contraddittorie e non sufficienti a far luce sulla morte dei tre bambini non impedirono al giudice di dichiarare colpevoli i tre imputati stabilendo come sanzione la pena di morte per Damian Echols.

Il caso fu, tuttavia, riaperto nel 2007 quando gli avvocati di Echols depositarono un memoriale per evidenziare che, sulla base degli esami del DNA, il materiale genetico recuperato sulla scena del crimine non era attribuibile ai tre imputati; al deposito di questo materiale seguì la richiesta di habeas corpus delineante le nuove prove che portavano alla luce una diversa verità dei fatti: secondo i difensori di Echoels, le tracce rinvenute sarebbero appartenute a Terry Hobbs, patrigno di una delle tre piccole vittime, sin dall’inizio correlato al caso.

Il contribuito di Johnny Depp, Eddie Vedder e altre star hollywoodiane – da sempre certe dell’innocenza dei tre – è stato decisivo per la riapertura del caso.

“Oltre ogni ragionevole dubbio”, così com’è sott’intitolato il film The Devil’s Knot, diretto da Atom Egoyan ispirato alla vicenda processuale dei tre ragazzi di West Memphis attualmente liberi ma ritenuti, agli occhi della legge, ancora colpevoli probabilmente al fine di evitare ai protagonisti di intentare una causa contro lo Stato.

Quello appena descritto è una fattispecie che va a sfatare il mito ed i luoghi comuni della correlazione esistente tra musica e satanismo;

tuttavia, si pone quasi come “antitesi” di questa affermazione, il risultato della percezione e rielaborazione dei contenuti di alcune canzoni del genere heavy metal o hard rock ad opera di una mente “fragile”.

Un Satana che funge da capro espiatorio è stato il protagonista della triste vicenda  avvenuta a Sannicola, nel leccese, il 17 ottobre 2001 che ha visto coinvolti due quattordicenni che tentarono di uccidere a coltellate una loro coetanea durante un rituale in onore del dio degli inferi.

I due, dicevano di dover eseguire delle indicazioni dal “reverendo” Manson, idolo musicale dei due ragazzini: la ragazzina, viva per miracolo, stava per essere accoltellata da uno dei suoi “compagni” ma, era riuscita ad impedire che la lama del coltello impugnato da uno dei due la ferisse, grazie alla prontezza nell’abbassare il mento impedendo così che avvenisse il peggio.

I giovani, vedendola svenuta in una pozza di sangue con diverse lesioni, hanno abbandonato la scena del delitto rientrando a casa con gli abiti che portavano i residue del crimine commesso.

il questore P.N. che si occupò del caso non escluse che i due ragazzini tentassero di entrare in un gruppo virtuale e che il macabro avvenimento potesse aver a che fare con un rituale di iniziazione;

questo, il più grave fatto commesso dai due ragazzini che già erano stati ammoniti per aver profanato alcuni monumenti funerari.

A seguito di quanto accaduto, il gip della Sezione Minorile del Ministero di Grazia e Giustizia di Lecce , P.S. ha ordinato un piano di recupero della durata pari a due anni e due mesi per i minorenni, con l’obbligo di recarsi a scuola e svolgere attività sportive e di volontariato utile ad una piena riabilitazione dei minori mirata al processo di risocializzazione.

Queste testimonianze, frutto di uno studio comparatistico, hanno messo a confronto tre fattispecie concrete che hanno dimostrato in tesi ed antitesi la correlazione tra la musica ed il satanismo, allontanandosi da ogni luogo comune ed analizzando con tocco scientifico la questione.

Antonietta Depalma
(esperta in Criminologia Clinica e con riferimento al satanismo)

Carnevale di Manfredonia

Il Carnevale di Manfredonia (noto anche come carnevale sipontino o carnevale daunio[ ) è riconosciuto dalla regione Puglia come “manifestazione di interesse regionale” e Manfredonia è associata alla “Federazione europea delle città del carnevale”. Per due volte è stato inserito tra le manifestazioni abbinate alla Lotteria Nazionale.

Nel 2016, il Carnevale di Manfredonia ha ottenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) il riconoscimento di “Carnevale Storico”. Nello stesso anno, è stato tra i fondatori dell’Associazione “Carnevalia”, con sede a Viareggio, che riunisce i maggiori carnevali storici italiani.

Molto probabilmente come ogni carnevale d’Italia, affonda le radici in epoca romana, con riferimento ai Saturnali. La prima manifestazione moderna e istituzionalizzata si ebbe nel 1952.

Dal 1997 è stata organizzata dall’organo comunale “Istituzione del Carnevale dauno”, sostituito nel 2014 dall’Agenzia del turismo, organo di promozione territoriale del comune.

Dal 1998 la “Sfilata delle meraviglie” – che vede la partecipazione degli alunni di Scuole dell’Infanzia, Scuole Primarie, Scuole Secondarie Inferiori – ha ottenuto il patrocinio dell’UNICEF. Dal 2012 al 2016, si sono unificate in un unico evento la “Sfilata delle meraviglie” e la Sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati. Nel 2016 le sfilate hanno assunto la denominazione di “Gran Parate” e, nel 2017, è tornata come manifestazione ad hoc la “Gran Parata delle Meraviglie”

Dal 2014 il Carnevale è organizzato interamente dall’Agenzia del Turismo.

L’apertura ufficiale dei festeggiamenti si ha ogni anno il 17 gennaio, giorno di Sant’ Antonio abate (da questo deriva il detto “Sant’Andunje, masckere e sune!“(“Sant’Antonio, maschere e suoni“). In questa giornata vengono svelati il nome dell’edizione, il programma ufficiale, gli ospiti.

I festeggiamenti iniziano con l'”Arrivo di Zè’ Pèppe Carnevale”

Diverse le sfilate in programma: la “Gran Parata delle Meraviglie” (in genere effettuata la domenica precedente al Carnevale); la “Gran Parata dei Carri Allegorici e dei Gruppi mascherati” (in genere effettuata la domenica di Carnevale e il martedì grasso); la “Gran Parata della Golden Night” (sfilata notturna in genere effettuata il sabato della “Pentolaccia”).

Nel corso della manifestazione si mangiano alcuni piatti tipici piatti carnevaleschi: la “farrata” (in dialetto “farrét'”), un rustico a base di farro e ricotta, e gli “scagliozzi” (in dialetto “scagghjuzz'”), fettine triangolari di polenta fritta.

Negli ultimi anni, alle tradizionali manifestazioni carnascialesche è stato affiancato un processo di valorizzazione del patrimonio culturale, con un ricco programma di “Open days” e visite guidate ai maggiori attrattori della città di Manfredonia.

La maschera tipica è “Ze Pèppe”: rappresenta un allegro contadino che arriva in città per divertirsi,durante il carnevale, ma esagerando nei festeggiamenti e morto di polmonite, viene cremato durante i festeggiamenti del martedì grasso.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Carnevale_di_Manfredonia

Cosa può, o non può fare un investigatore privato

Molti si chiedono quale sia il limite d’azione di un investigatore privato, cosa può o non può fare. Secondo alcuni, e per via della disinformazione dilagante, l’investigatore privato non avrebbe limiti e sarebbe in grado di operare le sue indagini tramite permessi e concessioni che lo trasformerebbero in un individuo al di sopra della legge. Ovviamente non è così, nessuno è al di sopra della legge e anche un investigatore privato ha limiti da non superare e rigidi regolamenti da rispettare scrupolosamente.

Iniziamo con l’affermare che nessuno può arrogarsi il titolo di “Investigatore Privato” senza aver ottemperato a specifici obblighi stabiliti dalla legge e quindi senza un’abilitazione all’attività specifica. Per operare, l’investigatore, deve essere in possesso di un mandato sottoscritto dal cliente che gli conferisce l’incarico. Anche il Cliente deve rispettare determinati requisiti e, soprattutto, deve dimostrare di avere un valido motivo per commissionare un’investigazione privata. In pratica non è possibile ingaggiare un investigatore privato per un banale capriccio o, peggio ancora, per stalkerare qualcuno.

Proprio per evitare malintesi, l’investigatore studia attentamente il caso sottoposto alla sua attenzione prima di accettare l’incarico, per evitare di fornire aiuti a persone non aventi diritto di richiedere i suoi servigi.

Alcune agenzie investigative altamente qualificate, come la “Iuris Investigazioni” con sede a Trani, sono molto attente a questi particolari e fanno della discrezione e della professionalità il loro credo.

Quale è quindi lo scopo per il quale si ingaggia un investigatore privato?

Principalmente si conferisce il mandato qualora si vogliano ottenere prove di un reato commesso a danno del richiedente, oppure per risolvere controversie private di varia natura (come l’infedeltà coniugale, giusto per fare un esempio).

Potrebbe mai, chi indaga per ottenere prove di un reato, commettere un reato a sua volta?

Certo che no. Proprio per questo un professionista deve conoscere alla perfezione la legge e riconoscere i limiti oltre i quali non può spingersi.

Si tratta di una professione che intriga in molti, magari affascinati da ciò che, almeno una volta nella vita, hanno letto in un romanzo o visto in qualche film, ma è un mestiere duro e non privo di sacrifici. Appostamenti continui e spesso prolungati (che possono durare anche diverse ore), spostamenti improvvisi, nessuna certezza di essere liberi durante le festività ecc., certamente non un lavoro adatto a tutti così come si tende erroneamente a credere.

Immaginate cosa potrebbe accadere se, dopo ore di faticoso appostamento, magari chiusi in un auto, per colpa di una sola distrazione si perdesse l’opportunità di ottenere una prova. Sarebbe stato tutto tempo sprecato. Per questo anche durante le snervanti attese, un investigatore mantiene calma e concentrazione.

Tornando al tema principale di questo articolo, cosa può, o non può fare un investigatore privato?

– Può pedinare una persona, poiché tale attività non arreca disturbo (quindi non si tratta di un’ opera di stalkeraggio).

– Può fotografare o filmare un individuo se questo si trova in ambienti pubblici (esempio per strada o nel parco, o in luoghi esposti alla vista pubblica (come un terrazzo ben visibile dall’esterno)

– Può registrare una conversazione solo se egli stesso ha materiamente preso partecipato alla conversazione, anche se silenziosamente e all’insaputa delle parti.

– Non può fotografare ambienti privati, o filmare all’interno degli stessi.

– Non può mettere sotto controllo il telefono di un individuo.

– Non può accedere ai dati privati di telefonia quali: tabulati telefonici, testo degli sms privati ecc.(a parte rare eccezioni previste dalla legge).

– Non puù effettuare intercettazioni ambientali o telefoniche o accedere a dati quali: conti correnti personali, bancari o postali.

Quanto su scritto rappresenta un estratto del complesso mondo normativo che disciplina l’operato dell’investigatore privato. Il nostro consiglio, se nel caso, è quello di chiedere ogni informazione utile direttamente ad un’agenzia investigativa, in modo tale da poter fugare ogni dubbio in merito.

Mario Contino

Culti ed aspetti settari in Puglia – Studio degli aspetti criminologici sul territorio

Il fenomeno religioso, sin dalle origini dell’uomo, ha avuto una rilevanza primaria dato il nesso esistente tra i valori scaturenti dai fattori educativi che plasmano l’individuo e la determinazione della condotta umana.

Il termine “religio”, secondo lo stesso Cicerone, deriva da “rilegare” o “ripercorrere”, così come si rinviene in un passo dell’opera “De Natura Deorum”: «qui autem omnia quae ad cultum deorum pertinerent diligenter retractarent et tamquam relegerent, sunt dicti religiosi ex relegendo, ut elegantes ex eligendo, diligendo diligentes, ex intelligendo intelligentes»

[invece coloro che riconsideravano con cura e, per così dire, ripercorrevano tutto ciò che riguarda il culto degli dei furono detti religiosi da relegere, come elegante deriva da eligere (scegliere), diligente da diligere (prendersi cura di), intelligente da intelligere (comprendere)].

Il culto è dunque nato con l’uomo il quale, da sempre, ha considerato le forze della natura come strettamente correlate al volere di esseri superiori nei confronti dei quali si trovavano in una posizione di soggezione;

per placare l’ira o assecondare il volere degli dei si compivano messe, rituali e sacrifici che, spesso, avevano ad oggetto il sangue umano o animale il quale è, da sempre, rivestito di una valenza simbolica particolare.

Scorrendo tra le storie delle culture più antiche – dalle civiltà precolombiane ai popoli che si insediarono nelle aree geografiche che spaziavano dall’Atlantico ai Carpazi, giungendo sino alle grandi pianure del Nord e alle coste mediterranee – il rituale sacrificale è un connotato costante;

fonte storica indiscutibile sono i “Commentari de bello Gallico” di G.I. Cesare e gli “Appunti di Viaggio” del geografo Posidonio, il quale- nel 56 a.C , quando condusse le legioni romane verso il Canale della Manica – testimoniò l’usanza celtica del sacrifizio.

Ai tempi coevi, tuttavia, con la rinascita delle religioni che il CE.S.NU.R. definisce “nuove”, il culto e l’uso di rituali è oggetto di studio degli esperti ricercatori e dei cultori della materia.

Tra il 1999 ed il 2001, gli studi condotti in nord America dalla “American Religious Identification Suvery”, hanno rivelato che il numero dei praticanti di questo Credo era pari a 307.000 ca. e, secondo le indagini statistiche compiute dalla DEA, il numero degli aderenti alle religioni neopagane è soggetto ad un significativo aumento.

Wicca, Dodecateismo, Religione Etnica Ellenica, Neopaganesimo e Satanismo sono, attualmente oggetto di studio dei centri di ricerca.

L’utilizzo del termine “setta” attribuito a queste religioni è sempre più frequente, seppure talvolta risulta essere carico di un’ accezione negativa: il termine, deriva dal latino “secta” e “sequi” (seguire una direzione, un’ideologia o un maestro illuminato) e dal verbo “secare”, nel suo significato di “tagliare” o “disconnettere” e si intende come il distacco dalla Chiesa madre.

I movimenti religiosi a cui si fa riferimento con il termine “setta” sono di varia natura e si possono distinguere in religiosi e non-religiosi ma tutti, al loro interno, presentano una struttura gerarchicamente organizzata.

La maggior parte delle sette monopolizzano la psiche umana, e talvolta l’attività da queste perseguite presenta lo scopo di lucro e quello di effettuare un controllo sul comportamento dell’ adepto (Behavoiur Control), sulle informazione a sua disposizione (Information Control), sul pensiero (Thought Control) e sulle emozioni (Emotions Control).

Focalizzando lo studio nell’area della Penisola, uno dei fenomeni più diffusi e presenti sul territorio è, senz’altro, il Satanismo.

Tra i gruppi operanti in Puglia si annoverano gli Eletti di Satana – presenti a Gravina di Puglia dal 1989 e guidati da W.L.M. –  e l’Universale Fratellanza della Luce Nera – presenti a Bari, guidata da M.C. e conta una decina di affiliati; a questi si aggiungono gruppi numericamente “minori”.

Il Satanismo non si colloca sotto un’unica corrente e, la sua distinzione risulta essenziale per comprenderne il modus operandi dal punto di vista psicologico-comportamentale, criminologico ed investigativo.

Quello che suscita maggior timore e che, nella maggior parte dei casi, lede l’incolumità e l’integrità psico-fisica degli aderenti è il c.d. “Satanismo Acido” il quale potrebbe collocarsi anche nel fenomeno sociologico di devianza, connessa all’agire della sottocultura giovanile.

L’esempio di Satanismo Acido più famoso dai connotati criminosi che ha interessato l’intera Italia, è quello che ha riguardato, nel Varese, le c.d. “Bestie di Satana”, ritenuti dal G.U.P. di Busto Arsizio come “un’aggregazione di personalità deboli, immature, ineducate, sostanzialmente svantaggiate che hanno costruito un maldestro edificio nel quale albergare la loro assoluta povertà morale”

I rituali “fai da te”, tipici dei movimenti acidi, sono stati al centro della cronaca nera italiana e mondiale; non risparmiando neppure la Puglia: nell’ottobre dello scorso anno la Corte di Cassazione si è pronunciata su una questione avvenuta tre anni prima e che è culminata con l’emissione di una condanna alla pena detentiva per i due educatori, protagonisti della macabra vicenda.

A Taviano, città salentina in provincia di Lecce, nel 2015 si sono registrati maltrattamenti a danno di alcuni minorenni, ospiti della struttura “Oberon”.

Il centro, il cui nome richiama – nella mitologia medievale – quello del re delle fate, era tutt’altro che un posto idilliaco e “sicuro” come ci si aspetta che sia una casa-famiglia, nido di ragazzi che hanno bisogno di essere seguiti nel processo di formazione e socializzazione.

“Punizioni fisiche severissime, l’obbligo di visionare film horror nonché la partecipazione obbligatoria a certi rituali e messe nere in onore di Satana che si svolgevano in una chiesa sconsacrata”: queste son state le testimonianze, accuratamente dettagliate, rilasciate da una minore “ricoverata” presso la struttura ed interrogata durante il processo penale.

Un’ospite della casa-famiglia ha raccontato ai magistrati incaricati di far luce sulla questione, macabri dettagli riguardanti il modus operandi di questa “setta” e delle ferite rituali inflitte sul suo corpo delle vittime e delle quali la testimone portava, al tempo del processo, segni visibili.

Gli stessi inquirenti, durante le ispezioni, hanno trovato del materiale corrispondente a quello descritto dai testimoni ascoltati durante le udienze: mantelli con cappuccio, tre crocifissi in legno e pezzi di vetro, utili per infliggere le ferite durante la celebrazione rituale.

Questo caso porta alla luce una certezza investigativa valida: spesso, l’utilizzo errato della simbologia esoterica o satanica, la mancata conoscenza di questa, l’improvvisazione rituale, lo scopo ed il modus operandi si rivelano preziosi connotati per la comprensione del fenomeno e della sua eziologia.

Antonia Depalma  (esperta in Criminologia Clinica e con riferimento al satanismo)

AVVENNE A BARI 160 ANNI FA

(03/02/1859 – 03/02/2019): Rievocazione storica in Costumi ottocenteschi, Corteo e Quadri di Rappresentazione delle “Nozze Reali”, avvenute a Bari, tra il principe ereditario S.A.R. FRANCESCO II DI BORBONE e S.A.R. la principessa MARIA SOFIA DI BAVIERA.
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SABATO 2 FEBBRAIO 2019
Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti” c/o Cittadella della Cultura
BARI, ore 10:30
Ingresso Libero.

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2019 
BARI- Centro cittadino, ore 10:00-12:00
Rievocazione storica in Costumi ottocenteschi, Corteo e Quadri di Rappresentazione.
Ingresso Libero.
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Organizzazione generale:
Ass.ne Cult. ed Amb. STELLA DEL MONTE

in Collaborazione con:
FONDAZIONE FRANCESCO II DI BORBONE
Gruppo Danze Storiche della L.U.T.E. di Noicattaro (BA)
Ass.ne HISTORIAE IMAGO
Arciconfraternita – Chiesa di San Giuseppe (BARI)

e con il Patrocinio gratuito del:
COMUNE DI BARI

Personaggi ed Interpreti:
oltre 30 Figuranti in costume d’epoca

Voce narrante:
IVAN DELL’EDERA

Consulenze storico-bibliografiche e di costume: 
GAETANO FRASCELLA
MICHELE LOGLISCI
ISABELLA LADISA
ANTONIA CANTORE
FLORA CHIMENTI
FIORELLA RUCCIA

Contributi critici di:
EDOARDO VITALE
LINO PATRUNO
ITALO INTERESSE
GIANFREDI VOZZI

Colonna sonora:
INNO DELLE DUE SICILIE

Media Partner:
QUOTIDIANO DI BARI

Partnerships:
FILCANTIERI
ROYAL CAFFE’
FATTORIE CORNACCHIA
ANGEL’S ABBIGLIAMENTO 

Web: mariamsophia.blogspot.com/2…

Bari (Bari) – Teatro Piccinni
Corso Vittorio Emanuele I
10:00-12:00
ingresso libero
Info. 333.8605532

Icaro Space Lecce

Nasce a Lecce Icaro Space, un nuovo e accogliente spazio per condividere tutto ciò che di bello la cultura ci può regalare, gestito da La Fabbrica dei Sogni.
Una sala confortevole e attrezzata, dove potrai realizzare incontri letterari, mostre, laboratori e seminari formativi, eventi musicali e teatrali ecc.
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Promozione on-line a cura di MCommunication di Mario Contino. 3291948173

Icaro Space Lecce

Icaro Space Lecce