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Si possono spiare i social network del partner?

Quando in una coppia si insinua il subdolo dubbio del tradimento, il rapporto inizia velocemente il suo declino e le conseguenze potrebbero sfociare, oltre che nella separazione, in cause legali legate alla violazione della privacy del coniuge.

Il coniuge che sospetta di essere stato tradito, inizia a rovistare nelle cose del partner: lettere nascoste, foglietti con appunti, sms, messaggi whatsapp, chat facebook ecc..

Occorre però ricordare che la riservatezza e la privacy del coniuge, ma di chiunque in realtà, sono diritti invalicabili. Anche tra coniugi.

La giurisprudenza è abbastanza chiara sull’argomento.

Del resto occorre considerare che le prove acquisite illegalmente (ergo anche tramite la violazione della privacy del coniuge) non possono essere utilizzate ai fini di un processo, non solo, colui che se le procura rischia pure di prendersi una querela.

Mettiamo il caso che la moglie affidi al marito username e password di un suo profilo facebook, ciò non autorizza certo l’uomo ad accedervi ogni qualvolta gli faccia comodo o di spiare le sue conversazioni.

Un tale comportamento determinerebbe un reato punito penalmente: abusivo accesso a sistema informatico.

Si sono verificati casi, documentati, in cui l’utilizzatore illegittimo del social network si sia spacciato per l’altra persona, magari in cerca di prove del presunto tradimento.

In tal caso scatta un ulteriore e grave reato: sostituzione di persona.

In pratica entrare nei profili social dei rispettivi partner, coniugi o fidanzati che siano, senza la loro esplicita volontà a farci accedere e senza l’esplicito consenso, è comunque di per se reato, a prescindere dagli intenti che si possano avere.

Come indagare quindi sul partner sospettato di infedeltà, senza incorrere in problemi legali?

Semplice…

Affidandosi ad investigatori privati autorizzati e competenti, come la IURIS INVESTIGAZIONI, con sede a Trani, in Puglia.

 

Il problema degli abusi sui disabili

Le violenze su persone con disabilità, purtroppo, sono un fenomeno spregevole in costante aumento, e le vittime maggiormente colpite sono le donne, da 3 a 5 volte più esposte al rischio degli uomini.

La cronaca ci inorridisce con storie disumane che aggiungono dolore al dolore causato dalla stessa condizione di disabilità.

Le violenze avrebbero luogo sia in strutture pubbliche che private: scuole, ospedali, strutture sportive e/o associative ecc..

Gli illeciti avverrebbero per motivi di vario genere ma il più delle volte sarebbero riconducibili ad atti di bullismo o stalking, che poi degenererebbero in conseguenti danni fisici e psichici anche gravissimi a danno delle vittime.

Un esempio di cronaca inerente un caso avvenuto in Puglia in quest’ultimo anno, ci giunge da Brindisi.

Da un articolo comparso sul sito “La Repubblica.it” e datato 30 Luglio 2019, apprendiamo che persone sono state arrestate con la grave accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza disabile maggiorenne: un 29enne brindisino e di un 46enne rintracciato in provincia Milano.

La ragazza sarebbe stata convinta ad uscire di casa da uno dei due, che poi l’avrebbe ad appartarsi ed avrebbe, da solo ed in compagnia di un complice, abusato di lei.

Certo questi sono casi estremi e di estrema gravità ma numerosissimi sono i comportamenti illeciti, le violenze e le vessazioni che molti disabili sono costretti a subire silentemente.

Intervenire è possibile, denunciare alle autorità qualsiasi sospetto inerente presunti abusi sui disabili è d’obbligo, ma a volte occorre ottenere prove concrete per poter procedere.

In questi casi potrebbe essere opportuno contattare un investigatore privato, come la IURIS INVESTIGAZIONI, con sede a Trani, che tra i numerosi servizi offre anche prestazioni professionali incentrate sulla problematica oggetto di questo articolo.

L’investigatore privato in un processo penale

Molti sono coloro che si chiedono quale sia l’ambito d’azione di un investigatore privato nel mentre di un processo penale.

Per rispondere a tale quesito occorre innanzitutto specificare che l’attività investigativa nel processo penale è regolamentata dall’art. 391-bis del Codice di Procedura Penale, che al comma 1 recita quanto segue:

  1. Salve le incompatibilità previste dall’articolo 197, comma 1, lettere c) e d), per acquisire notizie il difensore, il sostituto, gli investigatori privati autorizzati o i consulenti tecnici possono conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell’attività investigativa. In questo caso, l’acquisizione delle notizie avviene attraverso un colloquio non documentato.

L’acquisizione delle informazioni può avvenire attraverso un colloquio non documentato, come cita il comma sopra riportato, o attraverso una vera e propria dichiarazione sottoscritta da chi ha fornito le notizie utili.

Durante la fase investigativa, l’investigatore privato, è obbligato ad avvertire la persona interessata circa il suo scopo; deve cioè informare l’individuo se la sua intenzione si limita ad un semplice conferimento o se intende assumere informazioni, in quest’ultimo caso deve anche specificare modalità e la forma di documentazione che intende produrre.

Deve avvisare “l’informatore” se egli stesso è sottoposto a indagini o se è imputato nello stesso procedimento giudiziario o in uno connesso.

Deve altresì informare l’interlocutore della sua facoltà di non rispondere e del divieto di rivelare le domande formulate dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero, ed ovviamente le risposte da lui fornite a quest’ultimi.

L’investigatore ha anche l’obbligo di informare sulle responsabilità penali conseguenti alla falsa dichiarazione.

Nel corso dell’attività investigativa atta al reperimento delle informazioni, non possono assistere al colloquio:

  • La persona sottoposta alle indagini;
  • La persona offesa;
  • Le altre parti private.

L’investigatore privato è tenuto a sospendere l’acquisizione di informazioni da parte della persona ascoltata, qualora essa fornisca dichiarazioni dalle quali emergano chiari indizi di colpevolezza a suo carico. Tali dichiarazioni, pur se verbalizzate, non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.

Se invece la persona interessata si sia avvalsa della facoltà di non rispondere, il Pubblico Ministero ne dispone l’audizione su richiesta dell’avvocato difensore, esame che deve essere fissato entro sette giorni dalla richiesta.

Il difensore, in alternativa all’audizione, può esigere che si proceda con l’incidente probatorio all’assunzione della testimonianza, o all’esame della persona che si sia avvalsa della facoltà di non rispondere.

Tutte le informazioni ottenute in violazione di una delle disposizioni presenti nell’articolo 391-bis non possono essere utilizzate, anzi, la violazione di tali disposizioni costituisce illecito disciplinare.

Ergo l’investigatore privato ha piena facoltà di operare nell’ambito dei processi penali, come spero di aver dimostrato, e non solo, il suo operato è ben disciplinato dalla legge che ne determina obblighi, poteri e divieti.

Molte agenzie investigative offrono servizi specifici nell’ambito delle indagini penali, una di queste è la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia, potreste rivolgervi direttamente a loro per chiedere maggiori e più dettagliate informazioni.

Spionaggio industriale e bonifiche ambientali

Spionaggio industriale e bonifiche ambientali.

Con il passare degli anni il fenomeno dello spionaggio industriale non da cenno di cedimento, anzi, i casi crescono in maniera esponenziale anno dopo anno, ciò anche grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie. Per tutelare la propria privacy, i propri segreti, il proprio business, le aziende si rivolgono, sempre di più, agli investigatori privati.

La concorrenza sleale rappresenta un problema reale per le aziende e spesso sfocia nel vero e proprio atto dello “spionaggio”, favorito dall’utilizzo della Rete internet nei luoghi di lavoro. I malintenzionati possono entrare in possesso di informazioni riservate e dati sensibili da riutilizzare a proprio vantaggio o addirittura rivendere, danneggiando le aziende spesso in maniera irreparabile.

Il Rapporto Clusit 2019 parla chiaro: nel 2018 il cyber spionaggio è cresciuto del 57% e quasi la totalità dei reati compiuti con finalità di spionaggio hanno danneggiato gravemente le vittime di tale azione. Per le aziende è diventato quindi di vitale importanza salvaguardare la propria privacy, il know how aziendale, spesso affidandosi alla professionalità di agenzie specializzate a tal scopo, che non solo possono fornire un valido aiuto per prevenire e smascherare spionaggi attuati attraverso la rete, ma anche azioni portate avanti da “dipendenti infedeli”. Quest’ultimi spesso si avvalgono di microspie o microfoni nascosti all’interno di oggetti di uso comune, come un orologio o un altro suppellettile, riuscendo così ad ottenere informazioni sensibili da rivendere ad aziende terze.

In questo crescente clima di insicurezza risulta indispensabile affidarsi a professionisti, agenzie specializzate nello smascherare le azioni di spionaggio e nella bonifica ambientale, ossia nel riuscire ad individuare e neutralizzare eventuali microspie o software istallati sui sistemi aziendali.

Le bonifiche includono anche la messa in sicurezza del luogo di lavoro, al fine di evitare il ripetersi o il verificarsi di problematiche legate allo spionaggio industriale.

Come sempre, per maggiori informazioni, vi consigliamo di rivolgervi presso un’agenzia investigativa, come la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia, che offre specifici servizi in merito alla bonifica ambientale e alla tutela contro lo spionaggio aziendale e la concorrenza sleale.