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Gli investigatori privati nel mondo del fumetto

Gli investigatori privati sono professionisti noti da decenni, resi famosi soprattutto da romanzi gialli e pellicole cinematografiche, eppure non assenti nel mondo del fumetto o dell’animazione per ragazzi e bambini.

Oggigiorno le agenzie investigative assumono un ruolo fondamentale nella risoluzione di moltissime delle controversie tra cittadini in un contesto di società civile, o che civile dovrebbe essere.

Per ciò che riguarda il mondo del fumetto, tema di questo articolo, c’è da distinguere il ruolo dell’investigatore e determinare lo scopo della stessa attività investigativa, che spesso esula dai canoni della comune indagine, infatti negli anni ‘80 il ruolo dell’investigatore coincideva con quello dell’eroe impegnato a risolvere casi inerenti al mondo del paranormale più che a quello del crimine così come lo si intende abitualmente.

Tra gli investigatori razionalisti, lasciatemi passare il termine, distante dalle vicende inerenti mostri e dimensioni parallele spesso vicine alla corrente dell’ucronia, troviamo il famoso investigatore privato nato dalla mente di Conan Doyle: ossia il celeberrimo Sherlock Holmes.

Questo personaggio ha ispirato molti “attori” del mondo del fumetto, come Basil l’investigatopo Pubblicato in Francia nel 1986, Basil détective privé di Corteggiani & Cavazzano.

Sempre in lotta contro il mondo criminale, non privo di fantasia, anzi sarebbe meglio dire “fantascienza” è I’ispettore Gadget, fumetto, e successivamente serie televisiva, di grande successo, il cui protagonista è un uomo cyborg, dotato di migliaia di aggeggi bizzarri (gadget appunto) come: gambe e braccia allungabili, elicottero, paracadute ed altri arnesi che verrebbero fuori dai suoi indumenti o dal suo corpo all’ordine “hop hop gadget” seguito dal nome del gadget stesso.

Come già accennato, tra i big del mondo del fumetto non si può non annoverare l’investigatore dell’incubo, ossia Dylan Dog, personaggio romantico, appassionato del paranormale e dell’occulto, un po come un Mario Contino dei nostri giorni se vogliamo.

Dylan Dog è il protagonista (creato da Tiziano Sclavi) dell’omonima serie a fumetti edita in Italia dalla Sergio Bonelli Editore che negli anni novanta arrivò a vendere mezzo milione di copie mensili, numeri da capogiro direbbe qualcuno.

Dylan non è un eroe nell’accezione classica del termine: ha un carattere molto difficile, criptico e complesso. Spesso ha paura, e vorrei vedere voi se non ne avreste a confrontarvi con vampiri, lupi mannari e mostri di ogni sorta. Ha molti dubbi, sul mondo, sulla realtà che lo circonda e persino su se stesso e sul suo ruolo, ma è sempre pronto a lanciarsi nell’ignoto nel disperato tentativo di comprendere.

Certo al giorno d’oggi è difficile rapportare i personaggi sopra descritti con gli investigatori privati veri, quelli ai quali ogni giorno si rivolgono decine di persone.

Vi immaginate cosa accadrebbe se, entrando, per esempio, nella sede della IURIS INVESTIVAZIONI (www.iurisinvestigazioni.it) con sede a Trani, in Puglia, chiedeste un indagine su un presunto lupo mannaro che si aggirerebbe nottetempo nel vostro quartiere.

Meglio non farlo, da loro sarebbe opportuno discutere di tradimenti coniugali, episodi di bullismo, violenza sugli anziani, stalking ecc..

Loro potrebbero essere paragonati più al personaggio di Sherlock Holmes che a Dylan Dog, ovviamente.

Per concludere, non possiamo che ringraziare le menti degli autori che ci hanno donato pagine di misteri da risolvere e criminali da incastrare, ed ovviamente ringraziare anche i veri investigatori privati, sempre pronti a lavorare per noi, per procurarci prove inconfutabili ed indispensabili.

Essere bocciati non è la fine del mondo.

Oggigiorno le famiglie trasmettono un’idea malsana ai propri ragazzi, ossia quella del successo ad ogni costo, soprattutto nell’ambito scolastico.

Se da un certo punto di vista ciò potrebbe persino apparire corretto, non bisogna non considerare l’aspetto negativo che una simile concezione potrebbe avere sugli adolescenti, ossia potrebbero credere che un solo insuccesso possa determinare il fallimento della loro vita.

In poche parole, tutti vorremmo che i nostri figli avessero successo negli studi, ma una bocciatura non dovrebbe mai essere fatta passare come una macchia indelebile sul futuro del ragazzo, non è la fine del mondo, non è una condanna penale.

I genitori dovrebbero invece educare i loro figli ad affrontare il fallimento, una bocciatura inevitabile non è qualcosa di cui provare terrore, occorre invece affrontare serenamente la questione e comprendere i meccanismi che l’hanno determinata:

  • Difficoltà nella gestione degli studi?

  • Un corso di studi non in linea con le proprie attitudini?

  • Episodi di bullismo o affini?

Essere bocciati è brutto, il ragazzo si sente sconfitto, umiliato, e certamente non ha bisogno di una famiglia che accentui questi sentimenti negativi.

Purtroppo le cronache ci hanno più volte riportato episodi nei quali gli adolescenti si sarebbero suicidati proprio a seguito di una bocciatura scolastica, e ciò è inammissibile oltre che assolutamente irrazionale.

Una volta accettato il dato di fatto non è necessario attaccare e mortificare il ragazzo, occorre invece prendere immediati ed efficienti provvedimenti in merito alla delicata situazione che di volta in volta potrebbe delinearsi.

Certamente non sarebbe da escludere un consulto con uno psicologo, che potrebbe meglio determinare le cause che hanno portato al risultato negativo ed adottare, con lo studente, atteggiamenti atti ad affrontare e superare il problema.

Le difficoltà nella gestione degli studi possono essere determinate da innumerevoli fattori, in primis la mancanza di un metodo di studio adeguato ed adatto alle proprie possibilità.

Per far fronte a questo problema si potrebbe ricorrere ad insegnanti di sostegno, al doposcuola o a lezioni private che supportino le carenze accumulate.

Potrebbe anche verificarsi il caso in cui lo studente abbia scelto una scuola non in linea con i suoi interessi, ad esempio un istituto ad indirizzo economico commerciale risulterebbe inutile e pesante ad un ragazzo il cui cuore batte per il settore alberghiero.

Per tali ragioni è sempre indispensabile lasciare che siano gli studenti a scegliere la scuola che vogliono frequentare, senza alcun tipo di condizionamento da parte di parenti o amici.

Vi è poi il problema, questo ben più grave, del bullismo.

Purtroppo molti ragazzi, soprattutto negli istituti superiori, sono vittime di episodi di violenza fisica e psichica, veri e propri atti di persecuzione e vessazione che prendono il nome di “bullismo”.

La vittima del “bullo” assume un atteggiamento di chiusura verso l’ambiente scolastico, ritenuto la causa della sofferenza che vive quotidianamente, e ciò comporta l’allontanamento dagli studi e la conseguente bocciatura.

Per provare che uno studente sia vittima di bullismo, oggi è possibile ricorrere ad investigatori privati capaci di operare nella massima discrezione e con assoluta professionalità.

In Puglia, ad esempio, un servizio simile è offerto dalla IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani (BAT).

Qualunque sia la causa della bocciatura, dunque, è indispensabile affrontare il problema e correre al più presto ai ripari.

Esistono infatti molti modi per recuperare il tempo perso, persino recuperare gli anni scolastici e diplomarsi contemporaneamente ai propri coetanei.

Quest’ultima possibilità è offerta da istituti specializzati nel recupero degli anni scolastici, come il CENTRO STUDI G. VERGA con sede a Lecce.

Mario Contino

Si possono spiare i social network del partner?

Quando in una coppia si insinua il subdolo dubbio del tradimento, il rapporto inizia velocemente il suo declino e le conseguenze potrebbero sfociare, oltre che nella separazione, in cause legali legate alla violazione della privacy del coniuge.

Il coniuge che sospetta di essere stato tradito, inizia a rovistare nelle cose del partner: lettere nascoste, foglietti con appunti, sms, messaggi whatsapp, chat facebook ecc..

Occorre però ricordare che la riservatezza e la privacy del coniuge, ma di chiunque in realtà, sono diritti invalicabili. Anche tra coniugi.

La giurisprudenza è abbastanza chiara sull’argomento.

Del resto occorre considerare che le prove acquisite illegalmente (ergo anche tramite la violazione della privacy del coniuge) non possono essere utilizzate ai fini di un processo, non solo, colui che se le procura rischia pure di prendersi una querela.

Mettiamo il caso che la moglie affidi al marito username e password di un suo profilo facebook, ciò non autorizza certo l’uomo ad accedervi ogni qualvolta gli faccia comodo o di spiare le sue conversazioni.

Un tale comportamento determinerebbe un reato punito penalmente: abusivo accesso a sistema informatico.

Si sono verificati casi, documentati, in cui l’utilizzatore illegittimo del social network si sia spacciato per l’altra persona, magari in cerca di prove del presunto tradimento.

In tal caso scatta un ulteriore e grave reato: sostituzione di persona.

In pratica entrare nei profili social dei rispettivi partner, coniugi o fidanzati che siano, senza la loro esplicita volontà a farci accedere e senza l’esplicito consenso, è comunque di per se reato, a prescindere dagli intenti che si possano avere.

Come indagare quindi sul partner sospettato di infedeltà, senza incorrere in problemi legali?

Semplice…

Affidandosi ad investigatori privati autorizzati e competenti, come la IURIS INVESTIGAZIONI, con sede a Trani, in Puglia.

 

Illudere l’amante di essere single o divorziati è reato.

Una recente sentenza della Cassazione è destinata a far molto discutere, ed anche a far sudare freddo centinaia di “Don Giovanni”. Infatti far credere all’amante di essere single o divorziati, quando ciò non è vero, è un reato punibile penalmente.

Nel dettaglio verrebbe contestato il reato di “sostituzione della persona”.

Il tutto sembra essere partito da un fatto che sembrerebbe ricalcare la trama di un film comico anni ’70: Un uomo intavola una relazione con una donna, convincendola di essere già divorziato e addirittura di essere in attesa dell’annullamento del precedente matrimonio.

La storia tra i due assume connotati importanti, nasce un figlio e si pensa ad un matrimonio, peccato però che dalla Sacra Rota non arrivi nessun certificato di annullamento del precedente vincolo coniugale.

I sospetti prendono piede nella coppia e nella famiglia di lei, che chiede rapide certezze all’uomo.

Questo, vistosi alle strette, produce un falso certificato di divorzio, ovviamente fatto in maniera grottesca e che non inganna nessuno, neppure la partner, che a quel punto ha finalmente un quadro chiaro della reale situazione dell’uomo.

Lei inizia quindi ad indagare, a cercare prove che possano incastrare il “bugiardo”, scoprendo che l’uomo continua a vivere tranquillamente con la moglie, dalla quale, tra l’altro, aspetta anche un figlio.

Ovviamente L’uomo viene portato in tribunale ed ha inizio l’iter che, in fine, porterà ad una sorprendente ma giusta sentenza: l’uomo è colpevole.

Episodi simili, purtroppo, non sono rari come ci si aspetterebbe, ragion per cui è sempre consigliato, qualora vi fossero concreti sospetti, di indagare sul partner in maniera seria, possibilmente rivolgendosi ad un investigatore privato.

In Puglia, ad esempio, la IURIS INVESTIGAZIONI, con sede a Trani, offre servizi specifici che potrebbero evitare dispiaceri e tribunali.

 

Nessuna pace per il debitore

La questione è ormai vecchia, molti uomini, soprattutto imprenditori o liberi professionisti, si ritrovano spesso a dover inseguire il loro debitore al fine di poter recuperare una certa somma di denaro.

Il più delle volte il problema risulta essere ancor più insormontabile, nel momento in cui occorre rintracciare il debitore, che ovviamente si rende irreperibile per poter sfuggire ai suoi obblighi.

Attenzione, una persona è considerata irreperibile quando si allontana dalla  sua residenza, o dal suo domicilio, senza informare gli uffici comunali del proprio trasferimento, in tal modo si rende irrintracciabile.

In una simile situazione, neppure tanto rara a dire il vero, per il creditore diventa molto appropriarsi di quanto gli è dovuto, per tanto risulta indispensabile rivolgersi ad un’agenzia investigativa che offra servizi specifici per poter fronteggiare tali problematiche, come la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia.

L’indagine per il recupero stragiudiziale consiste nel rintracciare il debitore per sollecitarlo ad estinguere il suo debito, mentre nel caso di recupero giudiziale, viene intrapresa un’azione legale volta al pignoramento dei beni del debitore, dunque gli investigatori lavoreranno anche per determinare quali siano i beni pignorabili.

Lo scopo del servizio di ricerca debitori è finalizzato a determinare l’indirizzo nel quale effettivamente il debitore risiere, alloggia o dimora.

Infatti per la notifica degli atti non è necessario conoscere la residenza comunicata all’anagrafe, ma quella effettiva, così come stabilito da una sentenza della Cassazione.

Una volta individuata l’effettiva dimora del debitore, accertata fornendo materiale video/fotografico adeguato, si procederà nel far recapitare lì ogni successiva comunicazione. Il debitore non potrà rifiutarsi di ritirare la corrispondenza avvalendosi della scusante di non essere nell’indirizzo di residenza segnalato ufficialmente, se lo farà, la comunicazione andrà in giacenza e dopo un mese l’atto sarà considerato notificato a tutti gli effetti e sarà quindi possibile procedere con il recupero coatto del credito.

Per i debitori quindi, la pacchia è finita.

Il problema degli abusi sui disabili

Le violenze su persone con disabilità, purtroppo, sono un fenomeno spregevole in costante aumento, e le vittime maggiormente colpite sono le donne, da 3 a 5 volte più esposte al rischio degli uomini.

La cronaca ci inorridisce con storie disumane che aggiungono dolore al dolore causato dalla stessa condizione di disabilità.

Le violenze avrebbero luogo sia in strutture pubbliche che private: scuole, ospedali, strutture sportive e/o associative ecc..

Gli illeciti avverrebbero per motivi di vario genere ma il più delle volte sarebbero riconducibili ad atti di bullismo o stalking, che poi degenererebbero in conseguenti danni fisici e psichici anche gravissimi a danno delle vittime.

Un esempio di cronaca inerente un caso avvenuto in Puglia in quest’ultimo anno, ci giunge da Brindisi.

Da un articolo comparso sul sito “La Repubblica.it” e datato 30 Luglio 2019, apprendiamo che persone sono state arrestate con la grave accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza disabile maggiorenne: un 29enne brindisino e di un 46enne rintracciato in provincia Milano.

La ragazza sarebbe stata convinta ad uscire di casa da uno dei due, che poi l’avrebbe ad appartarsi ed avrebbe, da solo ed in compagnia di un complice, abusato di lei.

Certo questi sono casi estremi e di estrema gravità ma numerosissimi sono i comportamenti illeciti, le violenze e le vessazioni che molti disabili sono costretti a subire silentemente.

Intervenire è possibile, denunciare alle autorità qualsiasi sospetto inerente presunti abusi sui disabili è d’obbligo, ma a volte occorre ottenere prove concrete per poter procedere.

In questi casi potrebbe essere opportuno contattare un investigatore privato, come la IURIS INVESTIGAZIONI, con sede a Trani, che tra i numerosi servizi offre anche prestazioni professionali incentrate sulla problematica oggetto di questo articolo.

Si può spiare un dipendente a lavoro?

Se sei titolare d’impresa, indipendentemente dal settore in cui operi, ed hai dei dipendenti, ti sarà capitato di avere dei dubbi sull’onestà degli stessi.

Se non ti è mai successo sei un datore di lavoro fortunato, ma a moltissimi altri titolari è accaduto.

Tra le paure maggiori vi è sanza ombra di dubbio quella di essere derubati, non solo di denaro (in caso di dipendenti autorizzati alla gestione del contante) ma anche di materie prime, soprattutto beni di consumo: Bevande costose, Salumi e formaggi, Profumi e cosmetico ecc..

Spesso, per poter dissipare ogni dubbio, al datore di lavoro viene l’idea di “spiare” il dipendente sul posto di lavoro, installando telecamere a sua insaputa, ma è una mossa legittima?

I datori di lavoro non possono riprendere arbitrariamente i dipendenti all’opera. Altrimenti rischiano una condanna penale. Ciò vale anche quando la realizzazione dei video è giustificata da esigenze di sicurezza e tutela del patrimonio aziendale e pure se i lavoratori sono d’accordo e hanno fornito il loro assenso scritto.

Gli articoli 4 e 38 dello Statuto dei Lavoratori (L.300 del 1970) in materia di tutela penale del divieto di operare controlli a distanza con impianti, strumenti e apparecchiature non preventivamente autorizzate, si riferiscono proprio a tale eventualità. In più il divieto è stato confermato dall’art. 23, c 2 D. lgs n. 151 del 2015, è la sentenza della terza sezione penale della Cassazione 38882/18, pubblicata il 24 agosto, emessa dal Tribunale di Chieti nei confronti del titolare di un bar che controllava i dipendenti tramite una videosorveglianza.

Quindi cosa è possibile fare per placare ogni dubbio e dissipare ogni sospetto?

Rivolgersi ad un agenzia di investigazione privata.

La IURIS NVESTIGAZIONI, con sede a Trani, in puglia, è una di quelle che offre numerosi servizi rivolte proprio alle imprese, sul loro portale potrete leggerli tutti nel dettaglio.

L’investigatore privato saprà certamente come operare nel rispetto della legge per fornire le prove necessarie a smascherare l’eventuale “truffatore”.

Sempre più aziende si rivolgono con frequenza regolare ad un investigatore privato, probabilmente il modo più sicuro per tutelare gli interessi aziendali e,indirettamente, quelli di ogni lavoratore onesto, che fortunatamente rappresentano la maggioranza.

L’investigatore privato in un processo penale

Molti sono coloro che si chiedono quale sia l’ambito d’azione di un investigatore privato nel mentre di un processo penale.

Per rispondere a tale quesito occorre innanzitutto specificare che l’attività investigativa nel processo penale è regolamentata dall’art. 391-bis del Codice di Procedura Penale, che al comma 1 recita quanto segue:

  1. Salve le incompatibilità previste dall’articolo 197, comma 1, lettere c) e d), per acquisire notizie il difensore, il sostituto, gli investigatori privati autorizzati o i consulenti tecnici possono conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell’attività investigativa. In questo caso, l’acquisizione delle notizie avviene attraverso un colloquio non documentato.

L’acquisizione delle informazioni può avvenire attraverso un colloquio non documentato, come cita il comma sopra riportato, o attraverso una vera e propria dichiarazione sottoscritta da chi ha fornito le notizie utili.

Durante la fase investigativa, l’investigatore privato, è obbligato ad avvertire la persona interessata circa il suo scopo; deve cioè informare l’individuo se la sua intenzione si limita ad un semplice conferimento o se intende assumere informazioni, in quest’ultimo caso deve anche specificare modalità e la forma di documentazione che intende produrre.

Deve avvisare “l’informatore” se egli stesso è sottoposto a indagini o se è imputato nello stesso procedimento giudiziario o in uno connesso.

Deve altresì informare l’interlocutore della sua facoltà di non rispondere e del divieto di rivelare le domande formulate dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero, ed ovviamente le risposte da lui fornite a quest’ultimi.

L’investigatore ha anche l’obbligo di informare sulle responsabilità penali conseguenti alla falsa dichiarazione.

Nel corso dell’attività investigativa atta al reperimento delle informazioni, non possono assistere al colloquio:

  • La persona sottoposta alle indagini;
  • La persona offesa;
  • Le altre parti private.

L’investigatore privato è tenuto a sospendere l’acquisizione di informazioni da parte della persona ascoltata, qualora essa fornisca dichiarazioni dalle quali emergano chiari indizi di colpevolezza a suo carico. Tali dichiarazioni, pur se verbalizzate, non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.

Se invece la persona interessata si sia avvalsa della facoltà di non rispondere, il Pubblico Ministero ne dispone l’audizione su richiesta dell’avvocato difensore, esame che deve essere fissato entro sette giorni dalla richiesta.

Il difensore, in alternativa all’audizione, può esigere che si proceda con l’incidente probatorio all’assunzione della testimonianza, o all’esame della persona che si sia avvalsa della facoltà di non rispondere.

Tutte le informazioni ottenute in violazione di una delle disposizioni presenti nell’articolo 391-bis non possono essere utilizzate, anzi, la violazione di tali disposizioni costituisce illecito disciplinare.

Ergo l’investigatore privato ha piena facoltà di operare nell’ambito dei processi penali, come spero di aver dimostrato, e non solo, il suo operato è ben disciplinato dalla legge che ne determina obblighi, poteri e divieti.

Molte agenzie investigative offrono servizi specifici nell’ambito delle indagini penali, una di queste è la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia, potreste rivolgervi direttamente a loro per chiedere maggiori e più dettagliate informazioni.

Spionaggio industriale e bonifiche ambientali

Spionaggio industriale e bonifiche ambientali.

Con il passare degli anni il fenomeno dello spionaggio industriale non da cenno di cedimento, anzi, i casi crescono in maniera esponenziale anno dopo anno, ciò anche grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie. Per tutelare la propria privacy, i propri segreti, il proprio business, le aziende si rivolgono, sempre di più, agli investigatori privati.

La concorrenza sleale rappresenta un problema reale per le aziende e spesso sfocia nel vero e proprio atto dello “spionaggio”, favorito dall’utilizzo della Rete internet nei luoghi di lavoro. I malintenzionati possono entrare in possesso di informazioni riservate e dati sensibili da riutilizzare a proprio vantaggio o addirittura rivendere, danneggiando le aziende spesso in maniera irreparabile.

Il Rapporto Clusit 2019 parla chiaro: nel 2018 il cyber spionaggio è cresciuto del 57% e quasi la totalità dei reati compiuti con finalità di spionaggio hanno danneggiato gravemente le vittime di tale azione. Per le aziende è diventato quindi di vitale importanza salvaguardare la propria privacy, il know how aziendale, spesso affidandosi alla professionalità di agenzie specializzate a tal scopo, che non solo possono fornire un valido aiuto per prevenire e smascherare spionaggi attuati attraverso la rete, ma anche azioni portate avanti da “dipendenti infedeli”. Quest’ultimi spesso si avvalgono di microspie o microfoni nascosti all’interno di oggetti di uso comune, come un orologio o un altro suppellettile, riuscendo così ad ottenere informazioni sensibili da rivendere ad aziende terze.

In questo crescente clima di insicurezza risulta indispensabile affidarsi a professionisti, agenzie specializzate nello smascherare le azioni di spionaggio e nella bonifica ambientale, ossia nel riuscire ad individuare e neutralizzare eventuali microspie o software istallati sui sistemi aziendali.

Le bonifiche includono anche la messa in sicurezza del luogo di lavoro, al fine di evitare il ripetersi o il verificarsi di problematiche legate allo spionaggio industriale.

Come sempre, per maggiori informazioni, vi consigliamo di rivolgervi presso un’agenzia investigativa, come la IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani, in Puglia, che offre specifici servizi in merito alla bonifica ambientale e alla tutela contro lo spionaggio aziendale e la concorrenza sleale.

Assenteismo, una piaga anche pugliese

I tempi cambiano, l’economia muta i suoi parametri di riferimento ed il lavoro si evolvono così come i rapporti tra datore di lavoro e dipendenti. L’unica cosa che sembrerebbe non mutare è il fastidioso problema dell’assenteismo sul lavoro, ovviamente non mi riferisco ad assenza per giustificata causa ma ad episodi aventi come oggetto veri e propri comportamenti illeciti, dei quali le aziende non possono che essere vittime al pari dei loro clienti, siano essi acquirenti di beni o fruitori di servizi.

La Puglia non è certo esente da tale piaga, solo negli ultimi mesi (Aprile/Maggio 2019) le cronache hanno rivelato sgradevoli episodi che hanno riguardato le città di Foggia e Taranto.

Presso Taranto è stata la nobile Marina militare a dover fronteggiare il fenomeno dell’assenteismo, come ci riportano numerosi articoli giornalistici che ci informano della conclusione delle indagini preliminari, che sembrerebbero volte a confermare il reato di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, commesso da 23 dipendenti civili del Ministero della Difesa.

Secondo l’accusa, gli indagati si sarebbero più volte allontanati dalle loro mansioni, assentandosi dunque, per motivi personali quali: fare la spesa o sbrigare altre faccende non inerenti alla sfera lavorativa. Lo avrebbero fatto senza timbrare il cartellino marcatempo e quindi risultando di fatto regolarmente in servizio. Le contestazioni riguarderebbero fatti avvenuti i primi mesi del 2017, e le accuse cadrebbero su 17 uomini e 6 donne, pedinati e ripresi dalla guardia di finanza, che ha poi proceduto ad avviare l’iter giudiziario.

A Foggia, invece, il fenomeno dell’assenteismo ha colpito la ASL. Precisamente sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Foggia a porre agli arresti domiciliari ben 8 dipendenti pubblici in servizio presso l’ospedale di San Severo. Gli investigatori hanno accertato che questi dipendenti timbravano il loro cartellino ma di fatto erano poi impegnati in attività che con il loro ruolo ed i loro compiti non centravano nulla, assentandosi per i motivi più disparati: Aiutavano le loro mogli con le rispettive attività commerciali, o semplicemente passavano il tempo nei vari Bar cittadini. Uno di loro, pur risultando regolarmente a lavoro, avrebbe passato intere giornate al mare senza neppure preoccuparsi di celare troppo l’illecito, infatti avrebbe postato tranquillamente le foto sul “social network”.

Non solo gli enti pubblici sono costretti a fronteggiare tale fenomeno, anche le aziende private si trovano spesso costrette ad affrontare carenze economiche o di forza lavoro causate da dipendenti che, magari chiedendo permessi in forza della Legge 104 del 1992, ossia per l’assistenza a persone affette da disabilità, sfruttano tali periodi per svolgere altre attività lavorative, o persino per fare vere e proprie vacanze ai danni dei datori di lavoro e contro il rapporto fiduciario che dovrebbe sussistere tra datore e dipendente. La legge, fortunatamente, fornisce diversi mezzi per poter tutelare queste aziende, prima tra tutti la possibilità di poter incaricare un agenzia investigativa che possa fornire prove a sostegno di fondati sospetti.

I controlli eseguiti dalle agenzie investigative sui lavoratori sono ritenuti leciti dalla giurisprudenza anche se occulti o se posti fuori dall’azienda, con il solo limite di non poter invadere la privata dimora dell’interessato ed a patto che tali indagini siano volte ad evitare la commissione di comportamenti illeciti da parte dei dipendenti, che potrebbero anche avere risvolti penali.

A tal fine potreste chiedere maggiori informazioni rivolgendovi all’agenzia investigativa “Iuris Investigazioni”, con sede in Trani (www.iurisinvestigazioni.it), che potrà chiarire eventuali dubbi o anche attivarsi per sopperire alle vostre necessità.